Il Tirreno

Livorno

La moglie confessa: «Ho perso la testa»

di Lara Loreti
La moglie confessa: «Ho perso la testa»

Brigitte Skudlarek crolla in ospedale quando le dicono che il marito è morto. È indagata per omicidio preterintenzionale

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LIVORNO. Piange, sussurra, non ha voce. «Ho perso la testa», dice nella disperazione. E quando le comunicano la morte del marito, si sente male. S’accascia in pronto soccorso, un malore che le provoca nausea e debolezza, tanto che è necessario l’intervento del medico. Non ha più parole, ma solo lacrime Brigitte Skudlarek, cameriera nata a Amburgo di 56 anni, immigrata a Livorno per amore. La donna è indagata per omicidio preterintenzionale.

Sono le 13.15 di ieri, Brigitte si trova in pronto soccorso. Aspetta preoccupata notizie sulla salute del marito. Lui, Gabrio Gentilini, 61 anni, è nel reparto di rianimazione. Lei stessa la notte precedente lo ha aggredito prima schiacciandogli i testicoli e poi sodomizzandolo con un cilindro di marmo portarotolo di carta tanto da perforargli l’intestino. Una reazione violenta scatenata, come accertato dai carabinieri, dalla confessione di lui, che in preda all’alcol le rivela di essere stato con una prostituta. La notizia che lui non ce l’ha fatta arriva quando la donna si trova nell’ufficio del posto fisso di polizia. Lo choc è troppo forte, deve intervenire un medico. Un colpo insostenibile per Brigitte, detta Bitte, una donna alta e robusta, cordiale e dallo spirito teutonico, così come la descrivono i vicini. Eppure fragile. Con lei c’è la figlia Jasmin, trentenne, mamma da 3 mesi. «Mia madre sta male, non c’è altro da dire», afferma la giovane sconvolta.

La gioia di una nipotina aveva dato nuova verve alla relazione tra Brigitte e Gabrio. I due si erano conosciuti nei primi anni ’90 in Germania, dove lui si era trasferito un periodo per lavoro, nel settore della ristorazione. I due si erano innamorati, erano tornati in Toscana. Per un po’ hanno vissuto a Rosignano e poi di nuovo a Livorno, dal 2007. Gentilini aveva conquistato la tedesca con la sua simpatia, lei lo aveva ricambiato con il sorriso e col temperamento, dolce e fiero, tipico della sua terra. Uno spirito libero quello di Gentilini, abituato a viaggiare. Da ragazzo per anni aveva lavorato in Danimarca un po’ come cameriere e un po’ come musicista in un complesso. Dopo l’esperienza danese, era tornato per un periodo a Livorno, prima di trasferirsi in Germania, dove aveva conosciuto Bitte. Gentilini aveva vissuto momenti difficili: aveva sofferto per la morte del padre, oltre 10 anni fa, e per quella della madre, l’estate scorsa. Anche con sua moglie le cose non erano mai state rose e fiori. Eppure, di recente il matrimonio sembrava essersi stabilizzato.

Le indagini sul caso, svolte dai carabinieri del Nucleo radiomobile, guidati dal capitano Claudio Gallù e dal colonnello Francesco Zati, sono ancora in corso. I militari dell’Arma sono al lavoro per chiarire i dettagli rimasti ancora in ombra.

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