Sicurezza
«I conti di Aamps non tornano»
Cannito all’attacco sui numeri della partecipata: Rosi e il sindaco siano chiari
LIVORNO. «Abbiamo invitato più volte Angelo Rosi per un'audizione in seconda commissioni ma fino a oggi non si è mai presentato». È polemico Marco Cannito sul comportamento del neonominato amministratore unico dell'azienda Aamps e soprattutto con il modus operandi dell'amministrazione comunale.
«Possibile che il consiglio, e quindi i cittadini, continuino a non avere risposte sull'attuale situazione delle partecipate a Livorno?». Il leader di Città Diversa pone l'accento su alcune questioni che, afferma, «restano ancora misteriose e confuse». Punto primo: la situazione finanziaria di Aamps. «Abbiamo appreso dalla stampa - dice Cannito - che esiste un buco di 60milioni di euro. Debiti accumulati con banche e fornitori, mentre circa 23 milioni risultano essere stati evasi dai contribuenti per quanto riguarda il pagamento della Tia. È il caso che Rosi ci dica come intende ristrutturare il debito».
Occhi puntati, poi, sugli intrecci societari. «E mi riferisco alle numerose aziende partecipate di Aamps, che ricordo essere al 100 per cento comunale, anche private. Sarebbe opportuno sapere se da queste partecipazioni il Comune ha guadagnato oppure perso e quanto». «Altra anomalia – riprende Cannito – è il caso Cooplat che ha fornito ad Aamps servizi di spazzamento per un costo totale annuo di 3milioni e 755mila euro. Com'è possibile che in un anno il debito di Aamps verso Cooplat ammonti a 3milioni e 600mila euro: l'azienda non ha pagato praticamente il servizio».
Ultimo punto non chiaro, secondo Cannito, sono i costi di bilancio. «Per il 2010 si parla di costi totali pari a 46milioni, di cui oltre 25milioni di costi fissi. Se così fosse i costi fissi sarebbero il 56 per cento dei costi totali, ovvero 6 punti percentuali in più rispetto al tetto massimo stabilito dal patto di stabilità. È evidente che c'è qualcosa che non torna». Per questo Cannito non si arrende: «Continueremo a invitare Rosi e il sindaco a partecipare alla seconda commissione perché deve a noi e ai cittadini delle risposte».
Federica Boldrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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