Gioco
Cala del Leone, i livornesi snobbano l’area privata
Nella mattina del debutto sdraio e ombrelloni a noleggio restano vuoti. I bagnanti protestano ma i gestori sono fiduciosi
LIVORNO. C'era grande attesa di conoscere il responso della prima giornata di sole nella ristrutturata Cala del Leone, dove ieri hanno debuttato i discussi 20 ombrelloni e le 40 malviste sdraio. Alle furenti polemiche su Internet e alle stroncature dei politici, ha infine fatto seguito il verdetto del "campo". E il risultato finale, alle ore 14.30, è stato netto: bagnanti liberi battono la società Solaris (che ha firmato il contratto di affitto per gestire la parte privata della spiaggia, che fa parte della proprietà del Sonnino) 150 a 2.
Perché soltanto due quarantenni non livornesi hanno usufruito dell'attrezzatura a pagamento, per il momento posizionata quasi sotto la ferrovia lato scogliera, al margine interno della spiaggia.
In una mattina di metà maggio affollatissima, forse perché era il primo vero weekend dal sapore estivo, tutte le altre persone (ne abbiamo contate fra le cento e le duecento unità) scese in Cala hanno del tutto ignorato l'accoglienza, per la verità silenziosa, riservata dalla struttura.
«Questa è sempre stata una spiaggia selvaggia, conosciuta in tutta la Toscana per la sua natura libera, e non vedo il motivo di cambiarne i connotati», si lamenta Luca, studente universitario al mare in compagnia degli amici.
A guardare l'arenile sembra quasi che fra gli ombrelloni e la gente che si gode il sole ci sia un muro invisibile, una sorta di guerra fredda in cui ognuno fa i fatti propri. L'addetto agli ombrelloni rimane seduto aspettando che i clienti chiedano di accomodarsi sulle biancoverdi sdraio. Attesa vana, almeno in mattinata.
Il listino prezzi ancora non è esposto in un cartello. Così per conoscere le tariffe bisogna chiedere informazioni. Nei festivi, un ombrellone più due sdraio vengono a costare 10 euro, altrimenti si va da un minimo di due euro per una sdraio in un giorno feriale, a una media di cinque euro per affittare l'attrezzatura per una intera giornata. E fra qualche settimana arriveranno anche i lettini.
Il concetto di base è questo: chi vuole stare più comodo, può prendere l'ombrellone, altrimenti a nessuno è vietato di scendere, sdraiarsi, e sentirsi libero così come è sempre stato. Lo ripete l’addetto al servizio, ma certo si tratta di un boccone amaro per i bagnanti abituati alla bellezza rude della cala.
Una storia che in alcuni aspetti ricorda quella del parcheggio a pagamento sul Romito di fronte alle "vaschine". I proprietari sono in possesso di tutti i permessi, ma da molti è ancora visto di cattivo occhio. «Prevedo e mi auguro magri affari per i gestori – sorride Giulia, ventiduenne livornese – alla Cala ci viene proprio chi non vuole spendere soldi per le sdraio, e spero che gli ombrelloni rimangano li dove sono senza avvicinarsi alla battigia, perché questo posto è bello così, incontaminato».
Cala del Leone è una meta molto frequentata anche dai fiorentini, e due coppie del capoluogo alla vista delle sdraio sgranano gli occhi: «Vai, ci tocca pagà anche questa ora…». Per fortuna presto capiscono che non serve nessun biglietto di ingresso.
Insomma, al debutto ha vinto compatto il fronte degli anti-ombrelloni, anche se il bilancio andrà valutato nel lungo termine, in giornate più afose e con un maggior numero di famiglie, di turisti.
I gestori si tengono l'estate 2012 come banco di prova, ma se il conto dovesse essere positivo si dicono pronti ad allargarsi e aprire un chiosco di bibite e gelati per la prossima stagione. Attenzione però: nell’area sono previste attività di carattere ricettivo, ma con molti vincoli di carattere ambientale e paesaggistico.
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