Il Tirreno

Livorno

Spaccia a scuola a 16 anni: arrestato

di Lara Loreti
Spaccia a scuola a 16 anni: arrestato

Studente dell’Ipsia Orlando sorpreso dai carabinieri nei giardinetti in piazza 2 Giugno. Perquisizioni anche nell’istituto

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LIVORNO. Spaccio a scuola prima di entrare a lezione. Sono le 7.45 di ieri mattina. Davanti all’Ipsia Orlando, in piazza Due Giugno, c’è un gruppetto di ragazzi che scambia due chiacchiere nei giardini. Come tutte le mattine, gli studenti si fermano un po’ davanti all’istituto: un’abitudine comune a molti adolescenti, che usano darsi appuntamento verso le 7.40 per stare un po’ insieme prima di andare in classe.

Fra loro, c’è un sedicenne che frequenta la seconda. Si avvicina un coetaneo, i due confabulano, poi il primo cede all’altro qualcosa. E questi, a sua volta, gli dà qualcos’altro, forse soldi. I due non sanno che ad osservarli c’è una decina di agenti, alcuni in borghese, appostati fuori e dentro la scuola. E pronti a intervenire. Appena lo scambio è compiuto, i militari dell’Arma escono allo scoperto. Fermano il sedicenne e così scoprono che in tasca ha dieci dosi di hashish già pronte per essere vendute, per un totale di circa dieci grammi. A quel punto scatta l’arresto per detenzione di droga ai fini di spaccio. Viene fermato anche l’altro ragazzino, 16 anni anche lui, che però viene solo segnalato alla prefettura come consumatore. Insieme ai carabinieri, che effettuano il blitz sia in borghese sia in divisa, c’è anche un’unità cinofila. I militari a quel punto, identificano una decina di ragazzi che fanno parte di quel gruppetto e li perquisiscono, con l’ausilio del cane. Guardano all’interno degli zaini, anche nel sacchetto della merenda. Ma non trovano nulla. Quindi i controlli proseguono all’interno della scuola.

I carabinieri prendono contatto con il responsabile della sede dell’Orlando, il professor Giancarlo Cologni, ed entrano nell’istituto, che è diretto dalla preside Franca Nacci. I militari col cane setacciano tutte le aule, i bagni, la palestra e le varie stanze. I ragazzi, che stanno facendo lezione, si meravigliano, però collaborano. Ma dentro l’Ipsia non viene trovato niente.

«Io sono arrivato a scuola alle 7.50 e ho visto i carabinieri, in forze, che controllavano i ragazzi. C’erano anche un furgoncino di servizio e l’unità cinofila - spiega il professor Cologni - Poi sono stato io stesso ad accompagnarli all’interno per le verifiche». La scuola non era a conoscenza del blitz, ma nei mesi scorsi erano stati gli stessi dirigenti dell’istituto professionale a chiedere l’aiuto delle forze dell’ordine. Avevano notato che c’era qualche movimento strano tra i ragazzi. «La presenza dei militari e i controlli con i cani rappresentano un deterrente forte: così facendo chi avesse intenzione di fare cose strane, cambia rotta. E questo è positivo - dice il professor Cologni - Non abbiamo mai visto fisicamente episodi di spaccio o cose analoghe, però da tempo si rincorrevano le voci di studenti che fumavano spinelli».

È per questo che la scuola ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, con cui la collaborazione è sempre stata massima. Lo sottolinea la preside Nacci: «Abbiamo sempre lavorato volentieri con i carabinieri e in generale con le forze dell’ordine. Mi dispiace molto per questo episodio e per il fatto che la scuola ci va sempre di mezzo quando accadono queste cose. Sarebbe bene che situazioni del genere non si verificassero, in ogni caso speriamo che con questi controlli migliori l’ambiente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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