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Qui dove vivono le donne senza casa
LIVORNO. «L'emergenza abitativa è preoccupante, ma l'amministrazione, pur con difficoltà, cerca in tutti i modi di farsi carico dei problemi dei cittadini». Così l'assessore al sociale Gabriele Cantù...
LIVORNO. «L'emergenza abitativa è preoccupante, ma l'amministrazione, pur con difficoltà, cerca in tutti i modi di farsi carico dei problemi dei cittadini». Così l'assessore al sociale Gabriele Cantù ha aperto la visita al Centro Homeless e alla Casa delle Donne, due strutture nei pressi del complesso Lamarmora che ospitano temporaneamente persone singole in condizioni di precarietà socio-esistenziale.
«A Livorno - prosegue Cantù - ci sono diversi centri di accoglienza, per singoli o per famiglie, che in molti nemmeno conoscono. Le persone ospitate dal Comune a proprie spese sono oltre 200». Accanto all'assessore c'è Marco Solimano. «Ai centri si accede mediante le graduatorie dell'Emergenza Abitativa del Comune - spiega il presidente Arci - Questi sono due luoghi di eccellenza, sia per la qualità dei locali che per i percorsi che fanno i loro ospiti».
Il Centro Homeless e la Casa delle Donne, gestite da Arci Solidarietà, non sono solo degli spazi di fortuna per chi è rimasto senza un tetto. Sono dei luoghi dove le persone meno fortunate cominciano un percorso con servizi sociali e operatori qualificati. Gli ospiti vengono presi in carico, senza una data di scadenza, fino a quando non avranno avviato un percorso lavorativo o maturato il diritto a un alloggio pubblico. Le finalità si scontrano però con un quadro concreto allarmante. La realtà raramente offre opportunità di reinserimento per chi attraversa un momento delicato. E così c'è chi vive nei centri di accoglienza ormai da 6 o 7 anni.
La visita comincia alla Casa delle Donne. La struttura è stata aperta nel 2001 in via Maggi, e si è poi trasferita dal 2004 nella nuova zona di San Marco. All'ingresso ci sono una doppia porta e alcune telecamere di sorveglianza, perché alcune ragazze hanno una situazione familiare difficile, magari con ex compagni o mariti.
Il centro ospita 14 donne, ma presto potrebbe allargarsi a 16. L'immobile è piuttosto grande, con un'ampia sala da pranzo, una cucina ben arredata e uno spazio "sociale" con tavoli, divani, librerie e televisore. Poi c'è la stanza delle operatrici, che prestano il loro servizio 24 ore su 24. Infine i servizi igienici e le camere da letto. La struttura è accogliente, le donne ospitate collaborano con le operatrici per mantenerla pulita e gradevole.
Si passa poi al Centro Homeless, aperto dal Comune nel lontano 1996 sul viale Carducci e poi nel nuovo impianto da circa 8 mesi. Anche qui ci sono camere, servizi igienici, spazi ricreativi e stanza degli operatori. A differenza della struttura al femminile, dove a essere ospitate sono soprattutto donne di mezza età, la maggior parte degli uomini ha un'età piuttosto avanzata. Sono persone rimaste sole, senza lavoro o non più in grado di pagare l’affitto.
Giorgio Carlini
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