Gioco
Premio a Giampedroni simbolo di abnegazione
Il commissario di bordo della Costa Concordia tra gli insigniti del premio nazionale Cultura della solidarietà
Era sicuramente lui il personaggio più noto ieri a Palazzo comunale. Rimane un uomo di mare Manrico Giampedroni anche se dopo la tragedia della Costa Concordia, di cui era commissario di bordo, ruolo attraverso il quale ha aiutato e salvato tante persone dopo l'incidente all'isola del Giglio, sa di essere diventato un simbolo del senso del dovere e di altruismo. Non poteva che essere lui uno dei più applauditi in Sala Maggiore tra gli insigniti del premio nazionale "Cultura della solidarietà" assegnato dall'Associazione nazionale sociologi nell'ambito della sesta edizione di "Dai un senso alla vita: rispettala".
Dice di non essere avvezzo ai premi ma «questo riconoscimento è gratificante, non sapevo nulla di questo mondo prima ma sono onorato che mi abbiano scelto per un premio sulla cultura della solidarietà». Nato ad Ameglia, in provincia di La Spezia, 37 anni passati a bordo delle navi Costa, «dove spero di tornare a settembre perché quello è il mio lavoro», Giampedroni si muove con una stampella perché la gamba rotta dopo la caduta in mare di quella notte non è ancora a posto.
Commozione in sala al racconto delle storie coraggiose di Anna Rastello, che ha percorso a piedi i 1560 km per raggiungere Lourdes (in 65 giorni) per la vita di sua figlia. Applausi al ricordo di Nicola Roccella, medico del 118 che con il suo tempestivo intervento ha ridato la vita ad Andrei Podor per poi lasciare improvvisamente la sua a 39 anni. Premiata Francesca Porcellato, portabandiera ufficiale dell'Italia alla Paraolimpiadi di Pechino, l'attore doppiatore Elio Pandolfi, Anita Baldi (presidente Associazione Italiana Alberghi della Gioventù), il cantante Aleandro Baldi e lo schermitore Stefano Pantano (gli ultimi due non presenti ala cerimonia presentata da Claudio Sottili).
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