La protesta
Non la ricoverano, muore dopo 36 ore
La donna, 72 anni, era stata operata il mese scorso. Mercoledì la famiglia l’ha riportata in ospedale: stava male
LIVORNO. Ha chiesto al marito un cuscino da mettere sotto a quelle gambe malandate che da due mesi la facevano tribolare, tra dolori lancinanti, ricoveri, un’operazione e quattro dimissioni, l’ultima avvenuta mercoledì sera. Maria Grazia Bianchi, 72 anni, se n’è andata all’alba di ieri nella sua camera da letto, in un appartamento di via Danimarca, quartiere Scopaia. «Si è girata per sempre mentre accendevo la luce per darle una mano», ha raccontato il marito.
Perché la Procura di Livorno aprisse un’inchiesta sul suo decesso non è stato necessario che i familiari presentassero un esposto, come spesso accade per episodi in cui il sospetto è quello di essere vittime di un caso di presunta malasanità. È bastato il parere del medico legale e l’acquisizione da parte della polizia del foglio delle ultime dimissioni datato «9 maggio 2012, ore 20,20» perché il pubblico ministero Antonella Tenerani disponesse il sequestro della salma e l’apertura di un fascicolo, al momento contro ignoti, per omicidio colposo.
«Mercoledì si vedeva che stava male – ricordano in lacrime una delle tre figlie e la nipote sfogliando, attraverso le carte, la loro odissea ospedaliera – ma per i medici che l’hanno visitata era tutto normale, anche quelle continue perdite di liquido dalle gambe sono state definite un normale decorso post operatorio».
Ma per ricostruire la storia clinica della donna, anche gli investigatori, dovranno andare a ritroso, partendo da due mesi fa: siamo alla metà di marzo e Maria Grazia Bianchi accusa i primi dolori all’anca.
«Pensavamo che si trattasse di un problema ortopedico – ricordano i familiari – all’inizio il medico di famiglia le aveva prescritto degli antidolorifici ma i risultati non si sono visti, allora siamo andati da uno specialista che l’ha sottoposta ad una Tac che non ha riscontrato nessuna anomalia».
Ecco perché il primo di aprile, la signora, visti i peggioramenti, viene portata in ospedale dove rimane per 24 ore prima di essere dimessa. La diagnosi è incoraggiante: «Sua madre sta bene», dicono i medici. Ma la settantaduenne perde peso e il dolore non le dà tregua.
Passano dieci giorni, siamo al 12, e Maria Grazia è di nuovo in ospedale, stavolta prima viene portata in medicina generale e poi nel reparto di Chirurgia. La diagnosi stavolta è preoccupante: «Blocco intestinale a causa dei diverticoli». Due giorni dopo viene operata d’urgenza. «Al termine dell’intervento – proseguono i parenti – il medico ci ha racconta di aver trovato una ciste ovarica coperta dai diverticoli vicino all’anca, aggiungendo che si trattava di un tumore quasi sicuramente benigno e che avrebbero effettuato gli esami istologici».
Ma secondo la famiglia, è stato durante le analisi di due giorni prima che i medici avrebbero scoperto le cellule tumorali senza farne parola. In ogni caso la paziente rimane in ospedale fino al 2 maggio, viene dimessa appena i parenti si organizzano con un deambulatore con il quale farla muovere a casa. Passano altri due giorni e alla prima medicazione la figlia cerca di spiegare al medico che la madre sta male «non si alza dal letto, ha le gambe gonfie e l’affanno». La situazione nelle ore seguenti non migliora. Fino a precipitare mercoledì mattina. «Quando mia mamma si è svegliata aveva il cuscino bagnato dal liquido. Ci siamo preoccupati e abbiamo chiamato il sesto, il reparto dove era stata operata. Ci hanno risposto che senza vederla non sapevano cosa dirci».
Ecco perché alle 16 un’ambulanza trasporta la donna in ospedale dove viene sottoposta – spiegano dall’Asl – «a tutte le analisi necessarie: dall’elettrocardiogramma all’emogas, senza riscontrare anomalie o parametri sospetti». E viene dimessa. L’ultimo sintomo della malattia è la «febbre alta» che giovedì costringe la donna a letto dove la morte l’ha sorpresa all’alba. Nelle prossime ore i nomi di almeno un paio di medici potrebbero finire nel registro degli indagati in attesa che l’autopsia chiarisca i dubbi e dia qualche risposta al dolore.
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