Il Tirreno

Livorno

Mare vietato dalla Bellana all’Accademia

di Alessandro Guarducci
Mare vietato dalla Bellana all’Accademia

Misura precauzionale dopo che Arpat ha accertato il superamento dei livelli di inquinamento. Rischio multa per chi si tuffa

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Chi aveva già pregustato di fare un bel bagno in mare in questo fine settimana, farà meglio a riporre nel cassetto il costume e l’asciugamano.

E non per colpa delle previsioni meteo, che annunciano cielo coperto e pioggia nella giornata di domani, ma a causa di un’eccessiva presenza di batteri e virus lungo gran parte del tratto urbano della costa: dalla Bellana (zona cantiere) alla scogliera del Lazzeretto (in pratica fino ai bagni Fiume, che sono esclusi).

In questo ampio specchio di mare, l’Arpat ha infatti accertato il superamento dei livelli di inquinamento (escherichia coli ed enterococchi intestinali sono i due parametri microbiologici presi in considerazione per valutare la qualità delle acque) e il sindaco, di conseguenza, ha subito ordinato il divieto di balneazione.

Un provvedimento, quello firmato ieri pomeriggio da Alessandro Cosimi, preso in via provvisoria e precauzionale, ma che resterà in vigore anche nel corso della prossima settimana. E comunque, fino a quando ulteriori analisi (che saranno effettuate da Arpat nei prossimi giorni) non daranno esiti favorevoli.

Non è chiaro di quanto siano stati superati i limiti previsti dalla normativa: nella nota trasmessa dall’Arpat (la numero 40417 dell'11 maggio) non ci sono infatti i responsi degli esami ma viene soltanto comunicato l'esito sfavorevole delle analisi effettuate mercoledì scorso, 9 maggio, sui campioni d'acqua presso le stazioni di prelievo.

«Siamo in attesa di conoscere i dati relativi ai parametri microbiologici (escherichia coli ed enterococchi intestinali) - spiega Leonardo Gonnelli, responsabile della Protezione Civile del Comune - ma ritengo che si tratti di sforamenti minimi e dovuti a motivi occasionali».

«Penso infatti che l’esito sfavorevole delle analisi sia la conseguenza delle abbondanti piogge cadute nei giorni precedenti al campionamento - prosegue Gonnelli - che hanno causato un dilavamento del terreno a cui ha fatto seguito lo sversamento in mare di molto materiale proveniente dalle strade, dalla vegetazione e dalle fognature bianche. Non è un caso, che l’inquinamento sia stato riscontrato nella zona più urbanizzata della città, mentre nella zona sud il fenomeno non si è registrato. Se i campioni d’acqua fossero stati prelevati qualche giorno dopo, probabilmente tutto sarebbe risultato nella norma. ma questa è una mia considerazione: di fronte alla segnalazione dell’Arpat, è stato necessario ordinare il divieto di balneazione».

La legge prevede infatti che il sindaco, qualora si presuma un pericolo d'inquinamento delle acque, emetta un’ordinanza di divieto temporaneo alla balneazione: solo dopo che sia stata accertata l'idoneità delle acque, può ordinare la riapertura delle zone precedentemente interdette. «Nei prossimi giorni Arpat effettuerà due nuovi campionamenti nelle diverse zone prese in esame - prosegue Gonnelli - che riteniamo possano confermare la fine dell’evento. Nel frattempo, a titolo di precauzione, è buona cosa non fare il bagno. Senza dimenticare che il mancato rispetto di un’ordinanza emessa dal sindaco è sanzionato con una multa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore