Gioco
Bomba carta e molotov contro la sede di Equitalia
L’attentato in piena notte: le fiamme hanno danneggiato l’esterno della società che si trova in via Indipendenza. Trovate altre due bottiglie incendiarie e una bomba carta inesplose.
Due bottiglie molotov sono state scagliate contro l’ingresso della sede livornese di Equitalia. Le fiamme hanno danneggiato l’esterno della sede che si trova al piano terra di un edificio in via Indipendenza, nel pieno centro. Entrambe le molotov, secondo quanto appreso (sta indagando la Digos) sono state realizzate utilizzando bottiglie di birra e sono state lanciate attraverso la saracinesca a maglie del’ingresso della sede di Equitalia. Danni alla porta di ingresso, annerita la stessa saracinesca e i muri. Oltre alle due molotov esplose ne sono state trovate altre due inesplose e una bomba carta, anch'essa inesplosa.
Ci sarebbe un video in cui si vedono sei-sette persone che corrono nelle vicinanze delle sede di Equitalia nei frangenti dell'attentato della notte scorsa. Sarebbe uno degli elementi alla base dell'ipotesi che si tratti dell'opera di un gruppo - gli investigatori ritengono dell'area anarchica-antagonista - e non del gesto di un singolo esasperato dalle tasse. Non ci sono rivendicazioni e non si ritiene che vi siano legami con il ferimento di Roberto Adinolfi a Genova. Anche la scritta trovata di fronte, 'Lotta Continua', e quella vergata sulla saracinesca di Equitalia, 'Equitalia Boia', con a fianco una falce e martello, non sono considerate rivendicazioni, ma solo una sorta di 'scenografia' della protesta.
Il fatto è avvenuto attono alle 4.15 della notte fra venerdì e sabato. Una donna ha dato d'allarme, raccontantdo che vedeva "una luce e del fuoco intorno alla sede di Equitalia". Secondo la Digos si tratterebbe di un'azione dimostrativa. Sulla facciata del palazzo, proprio sotto le finestre della sede di Equitalia, compaiono anche scritte come "ladri": sarebbero però vecchie e ricorrenti. C’è poi una scritta in rosso, «Lotta continua - Equitalia boia», con falce e martello, che sarebbe invece nuova. La polizia sta visionando i filmati delle telecamere interne dell'agenzia.
La condanna delle istituzioni. Ferma condanna da parte del sindaco Alessandro Cosimi per l’attentato di questa notte contro la sede cittadina di Equitalia: “Per quello che si capisce dalle prime indagini si ha la sensazione che il livello di qualità, in senso ovviamente negativo, di questo episodio, si sia innalzato rispetto a quanto già accaduto in passato, e che si sia di fronte ad una aggressione vera e propria. Ritengo che la città di Livorno abbia tutti gli anticorpi per isolare per queste frange violente che sbagliano, e sbagliano in maniera grave. Bisogna solo condannare questi fatti – ribadisce il sindaco - e alzare il livello di attenzione contro ogni forma di violenza, assolutamente da rigettare”.
Condanna anche dal presidente della Regione Enrico Rossi: «Chi mette le bombe, anche se sono molotov, fa del terrorismo a bassa intensità. Lo Stato, la magistratura e le forze dell’ordine devono indagare e punire chi compie questi atti. Si sta creando ovunque un clima pericoloso, se c’è, da rivedere i meccanismi di riscossione, concedere tempi più dilazionati è bene farlo ma le tasse vanno pagate. Non ci sono via d’uscita a questo,ÿe chi dice il contrario si colloca su un piano eversivo».
Il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà «condanna nella maniera più ferma» l'attentato alla sede livornese di Equitalia, definendolo «un atto di terrorismo». «Nessuna ragione - commenta Kutufà - può mai giustificare la violenza. E il nostro Paese, che attraversa un periodo difficilissimo, deve avere unite tutte le migliori energie per superare questa prova, avendo particolare attenzione alle condizioni di maggior disagio. Chiunque incita alla violenza o la pratica, attacca la democrazia e deve essere completamente isolato».
I precedenti. A Livorno, il 5 gennaio scorso, si era già verificato un altro episodio contro la sede di Equitalia: era stata recapitata una lettera con un proiettile calibro 7.65. Nella missiva che l’accompagnava l’autore specificava di non avere nulla a che fare con le ideologie anarchiche e l’ipotesi degli investigatori fu che si fosse trattato di un gesto isolato. È sempre ai primi di quest’anno, ma l’episodio emerse solo il 26 gennaio, era stata scoperta una busta con un meccanismo a orologeria a carica manuale indirizzata all’Agenzia delle entrate di Livorno. Al momento comunque non verrebbe ipotizzato alcun collegamento con quanto avvenuto stamani.
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