Gioco
Blitz alle cantine: scoperti 5 baristi al nero
Gli ispettori del lavoro irrompono nella notte nei locali della nuova movida: multe per migliaia di euro a tre locali e l’obbligo di regolarizzare il personale
LIVORNO. E’ quasi mezzanotte, sugli Scali Novi Lena. Alle cosiddette cantine, centinaia di giovani parlano, fumano, ridono. Soprattutto bevono sotto i portici e sul molo di fronte ai quattro locali che negli ultimi anni sono sbocciati uno dietro l’altro. In mezzo a loro ci sono anche gli uomini della direzione territoriale del lavoro, agenti della polizia municipale in borghese, funzionari di vigilanza degli enti previdenziali. Confusi tra il popolo della notte controllano la situazione per un po’ di tempo, ognuno nell’ambito di sua competenza. Gli ispettori della direzione territoriale selezionano chi è lì a lavorare e chi a passare la serata. I vigili si occupano dei volumi della musica, della disposizione dei tavoli negli spazi esterni, di altre questioni commerciali-amministrative. Poi d’un tratto intervengono, tutti insieme. Sono soprattutto gli uomini del ministero del lavoro, guidati da Antonio Moschetta, ad avere il maggior da fare. E alla fine degli accertamenti smascherano un altro angolo di lavoro nero della città. In tre dei quattro bar scoprono che è impiegato soltanto personale mai assunto, mai registrato, mai regolarizzato. Nel quarto sono ancora in corso accertamenti.
Il risultato del blitz dice cinque lavoratori completamente al nero, nella maggiorparte donne, tutti impiegati dietro al bancone del bar a creare cocktail e vendere bevute. E multe pesantissime verso i proprietari e i gestori dei locali. Una parte delle quali sono state immediatamente pagate, pena la chiusura delle saracinesche. La legge prevede infatti che per evitare che il provvedimento di sospensione dell’attività diventi realmente operativo, i titolari devono procedere immediatamente alla regolarizzazione del personale e al versamento di una sanzione amministrativa di 1500 euro. Ma questa prima ammenda serve esclusivamente per evitare la chiusura. Altre due ammende aspettano adesso i proprietari dei tre locali. La prima, e più pesante, che parte da 1500 euro e arriva a 12mila dovuta all’aver utilizzato lavoratori irregolari, l’altra molto più leggera relativa ai giorni di utilizzo di quei lavoratori (dai 50 euro ai 150 euro al giorno).
«Le verifiche - spiega il direttore territoriale del lavoro, Carmina Mancino - si inseriscono in un programma di interventi che vengono organizzati nelle fasce di orario serale durante le quali, statisticamente, il ricorso al lavoro irregolare sembra essere più frequente. Ce l’ha dimostrato quest’ultimo blitz: tutti i lavoratori che abbiamo individuato erano completamente privi di qualsiasi tutela, sconosciuti nella maniera più assoluta alla pubblica amministrazione nelle vesti di lavoratori».
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