Il Tirreno

Livorno

«Vade retro discoteca». E le suore di clausura si comprano il terreno

di Federico Lazzotti
«Vade retro discoteca». E le suore di clausura si comprano il terreno

Tra Antignano e Montenero si era sparsa la voce che sarebbe sorto un locale. Così l’ordine dei Carmelitani ha acquistato l’area per preservare il silenzio

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LIVORNO. «Vade retro discoteca e il silenzio sia con voi». Deve aver pensato più o meno questo il padre superiore dell’ordine generale dei Carmelitani Scalzi, a Firenze, quando ha saputo che a due passi dal monastero di clausura di Livorno, che porta il nome di Santa Teresa ed ai margini del quartiere Antignano, c’era il concreto rischio che potesse nascere un locale notturno.

Ecco perché, per preservare la pace interiore delle suore di clausura che vivono all’interno del convento, il padre superiore ha deciso di mettersi dietro ad un tavolo con i suoi consiglieri, fare due conti e trovati i denari necessari, lanciare una proposta d’acquisto per quell’area.

Ci sono un pizzico dello scrittore Dan Brown e molto della saga cinematografica di “Sister Act”, al contrario, nell’affare immobiliare che ha portato alla compravendita di una zona agricola che un domani potrebbe essere ai confini del nuovo ospedale. Protagonista dell’acquisto è l’ordine dei Carmelitani fondato a metà del seicento e arrivato a Livorno nel 1938 grazie a Madre Celina e all’allora vescovo Giovanni Piccioni.

Un piccolo giallo riguarda il prezzo al quale il terreno sarebbe stato acquistato. Secondo alcuni, infatti, sarebbe stato comprato in contanti per oltre un milione di euro. Mentre fonti vicine ai Carmelitani parlano di una cifra sensibilmente più bassa: 400mila euro «provenienti dalle offerte». In più, in un primo momento, sembrava che la zona fosse edificabile, mentre solo in una fase successiva alla trattativa sarebbe venuto fuori che è zona agricola.

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