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Ska: sbagliato inviare così tanti vigili per quello sfratto
LIVORNO. «Il sindaco deve delle spiegazioni» Così il laboratorio di quartiere Ska, insieme ad altre associazioni, ha motivato la conferenza stampa indetta ieri per chiarire quanto accaduto martedì in...
LIVORNO. «Il sindaco deve delle spiegazioni» Così il laboratorio di quartiere Ska, insieme ad altre associazioni, ha motivato la conferenza stampa indetta ieri per chiarire quanto accaduto martedì in via Ademollo. In quella mattinata, infatti, al civico 10 i vigili hanno eseguito lo sfratto alla famiglia Chelli, che aveva occupato l’appartamento lo scorso 18 aprile, sottraendolo a un’altra famiglia a cui era stato assegnato. Ma la situazione è degenerata quando alcuni cittadini, intervenuti a sostegno dei Chelli, si sono fronteggiati con i vigili.
«Si è creata una situazione davvero surreale - spiega Luigi Bardi - perché io e altri due ragazzi eravamo lì non per ostacolare il lavoro dei vigili, ma per capire che cosa stesse succedendo e, quando mi sono state chieste le generalità, ho domandato perché dovessi fornirle. Per tutta risposta sono stato portato al comando e denunciato per rifiuto delle generalità. Come associazione - continua Bardi - non sosteniamo l’occupazione delle case, offriamo assistenza a chi in questo momento versa in condizioni drammatiche. Ma, per uno sfratto, ci è sembrato a dir poco esagerato il dispiegamento di una trentina di vigili urbani e della squadra antirapina della polizia. Il nostro appello è rivolto quindi al sindaco: è a conoscenza di quanto accaduto? Che cosa ne pensa?». Le associazioni attendono delle risposte da parte del primo cittadino e, nel corso della conferenza, hanno evidenziato che situazioni del genere contribuirebbero ad aumentare la rabbia sociale di un quartiere «abbandonato a sé stesso».
Altro punto della discussione di ieri è stato l’episodio legato alle perquisizioni che sarebbero state fatte nelle case di alcuni ragazzi senegalesi da parte della polizia municipale, con relativo sequestro di merce e danaro senza rilascio di documentazione. «Bisogna fare qualcosa e interrogarci sul futuro della nostra città», ha poi aggiunto Bardi. «Dobbiamo intervenire in modo concreto per far fronte a un’emergenza sociale profonda», ha aggiunto il consigliere comunale Lorenzo Cosimi. Alla conferenza c’erano Marco Solimano, presidente Arci, il portavoce dell’ex caserma occupata Diego Sarri, Franco Vascio dell'Unione sindacale di base, l’officina Refugio e il Collettivo anarchico.
Mariarosaria Di Cicco
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