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Materne allo Stato la rabbia dei genitori

Materne allo Stato la rabbia dei genitori

LIVORNO. I genitori l’hanno ribattezzata “la protesta del no”, per chiarire senza mezzi termini che le scuole materne dei loro figli devono restare comunali e non passare sotto la competenza dello...

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LIVORNO. I genitori l’hanno ribattezzata “la protesta del no”, per chiarire senza mezzi termini che le scuole materne dei loro figli devono restare comunali e non passare sotto la competenza dello Stato. Assemblea infuocata, ieri pomeriggio, per le famiglie dei piccoli iscritti agli asili comunali Quattro stagioni, Arcobaleno e Chayes, che nei giorni scorsi hanno appreso dal Comune della statalizzazione dei tre istituti. Loro non ci stanno. Una cinquantina di genitori, fra mamme e papà, si sono ritrovati per fare il punto della situazione. E ribadire la loro contrarietà al progetto dell’amministrazione. Le famiglie degli oltre 200 alunni iscritti alle tre scuole materne hanno deciso di formare un comitato e dicono che la decisione del Comune nega i loro diritti. «Avevamo scelto di mandare i nostri figli alle strutture comunali - sottolineano - e ora viene fuori che tutto passa allo Stato, ci sentiamo presi in giro».

Proteste anche da parte dei genitori che, avendo figli di tre anni, hanno deciso di iscriverli alle materne Chayes, Arcobaleno e Quattro stagioni per il prossimo settembre. «Ci sentiamo imbrogliati - dicono -, a gennaio ci hanno fatto iscrivere i bambini a strutture comunali. E ora che le iscrizioni sono chiuse ci dicono che queste scuole diventano statali, ma noi non possiamo tornare indietro e cambiare la nostra scelta. È ingiusto, quantomeno dovrebbero rivedere le graduatorie e permettere un trasferimento in altre strutture».

Insomma mamme e papà sono sul piede di guerra e assicurano che faranno tutto il possibile perché il Comune riveda le sue decisioni.

Intanto l’assessore comunale all’istruzione, Carla Roncaglia, fa sapere che nei prossimi giorni partiranno una serie di incontri con le famiglie delle tre scuole «per ascoltare tutti le loro perplessità ed elaborare una bozza che garantisca il mantenimento dei calendari scolastici e anche dei progetti, così da non intaccare la continuità educativa».

(a.c.)

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