Gioco
«Bene l’inizio di una nuova attività ma se non in regola se ne vadano»
LIVORNO. «In questo momento di crisi quando inizia un’attività, soprattutto nel settore turistico-ricettivo, non possiamo che essere soddisfatti». È questa la reazione a caldo dell’assessore al...
LIVORNO. «In questo momento di crisi quando inizia un’attività, soprattutto nel settore turistico-ricettivo, non possiamo che essere soddisfatti». È questa la reazione a caldo dell’assessore al demanio, Valter Nebbiai.
«La società Solaris – continua – ha doverosamente informato il Comune e la Capitaneria di porto dell’inizio di un’attività di carattere balneare in un’area privata confinante con un’area demaniale. Pertanto, come di consueto, l’ufficio demanio verificherà se vi possa essere stata un eventuale allargamento dell’attività in area demaniale. È ovvio – avvisa – che questo non deve accadere e se casualmente fosse avvenuto la società andrebbe incontro alle sanzioni previste dalla legge: sequestro delle strutture, multa (circa mille euro), eventuale denuncia penale per occupazione senza titolo di area demaniale». Nebbiai chiude dicendo che «spero che non sia questo il caso e la stagione possa iniziare nel migliore dei modi». Ma intanto si scatenano le polemiche.
Nel pomeriggio il presidente della circoscrizione 5, Matteo Ampola, ha scritto sul suo blog che «a seguito delle segnalazioni di molti cittadini ho ritenuto opportuno chiedere tramite gli uffici della circoscrizione informazioni in merito a quanto sta avvenendo alla Cala del Leone».
«Ne abbiamo subito discusso nel gruppo Pd – continua – ed è evidente che da parte nostra faremo quanto le norme permettono per non andare a una menomazione dello spazio a disposizione di tutti».
Il fronte ecologista è preoccupato. «La costa – dice Carlo Alberto Trespoli, dirigente del circolo ecologista livornese di Verdi Ambiente Società – deve restare libera e fruibile da parte di tutta la collettività, guai se la frenesia delle privatizzazioni adesso finisse per estendersi perfino alla Cala del Leone». «Le leggi a tutela della costa ci sono – continua – è opportuno che le autorità intervengano per farle rispettare e conservare come un patrimonio prezioso il fatto che quella cala è di tutti».
Anche Vertenza Livorno lancia l’altolà. Renata Fontanella sottolinea che la città «deve fare i conti con ben altre emergenze, come i bidoni tossici in mare», ma ripete anche che «la privatizzazione degli scogli è una tentazione sempre più forte». (j.g. - m.z.)
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