Il Tirreno

Livorno

Alla Cala del Leone mare a pagamento

di Juna Goti

Imprenditore prende in gestione una parte della spiaggia e l’attrezza con sdraio e ombrelloni: controlli di Comune e capitaneria

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LIVORNO. È da sempre il tempio del mare gratis. E della livornesità: tuffi, sole (ogni stagione è buona, basta che faccia abbastanza caldo da togliersi il piumino), falò sotto le stelle e “brucia” da scuola al riparo da occhi indiscreti. Ma oggi si scopre che almeno una parte della Cala del Leone – l’angolo di paradiso nascosto tra il Sonnino e Calignaia, in mezzo agli scogli del Romito – potrebbe essere privata.

Anzi, per la società che ha preso in affitto un fazzoletto di spiaggia tra la ferrovia e la battigia lo è di sicuro. Tanto che da domani, salvo stop dell’ultimo minuto, inizierà ad affittare ombrelloni, sdraio e lettini a due passi dal mare.

La società si chiama Solaris, ed è la stessa che gestisce il parco Marina del Boccale, sempre sul Romito, e due aree al Calambrone (spiaggia Tirreno 2000 e Tintarelleria). I titolari riferiscono di avere firmato un contratto di affitto di nove anni (rinnovabili per almeno altri nove) con i proprietari del castel Sonnino (la famiglia Pucciarini), che sarebbero proprietari anche di una bella fetta della Cala.

Il contratto è stato firmato un paio di settimane fa: mercoledì il Comune e la Capitaneria di porto hanno ricevuto dalla Solaris una lettera in cui si annuncia l’inizio delle attività. Ovvero noleggio di ombrelloni, lettini e sdraio nella parte privata che, assicurano i titolari, «resterà comunque aperta ai livornesi».

Ma quanti sono i metri privati? E da quanto? A questo nessuno ha ancora saputo dare risposte precise. I titolari della Solaris dicono di avere dalla loro le mappe catastali (foglio numero 88) con le particelle 7 e 16 demaniali e quelle numero 8 e 11 private.

Gli uffici edilizia privata e demanio del Comune, insieme alla Capitaneria di porto, fanno sapere di essere alle prese con una serie di accertamenti per capire quale sia la parte del demanio marittimo e se ci siano state “invasioni di campo”. Seguiranno sopralluoghi.

Stando al regolamento urbanistico quella è un’area tutelata dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ma comunque sono previste attività turistico-ricettive. In questo senso sono in corso accertamenti in base alla scheda di piano, anche se per ora – ripetono da Palazzo Civico – la società ha chiesto “solo” di fare attività di noleggio e quindi ad avere la precedenza sono gli accertamenti sulla linea del demanio marittimo (che in alcuni tratti potrebbe non superare i 5-6 metri dalla battigia). Di certo c’è che il Comune non ha rilasciato alcuna concessione (quella che serve, ad esempio, per i bagni) e tutte le attività dovranno partire esclusivamente su un’area privata.

Davanti al mare, nel tratto più vicino alla scarpata, sono già spuntate due file di aste bianche che dovranno reggere una ventina di ombrelloni bianchi e verdi. E tanto è bastato a scatenare le proteste dei livornesi che ieri hanno preso d’assalto il web. Perché in questo angolo di paradiso la parola privato è sempre sembrata più lontana delle isole. Qui il mare è di tutti. Giorno e notte.

La paura è che anno dopo anno una parte della Cala possa diventare off limits. Sempre che non si paghi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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