Il Tirreno

Livorno

Premi agli artigiani che puntano tutto su arte e innovazione

di Roberto Riu

In Camera di commercio applausi (con Nardi e Majidi) per sei imprese che hanno saputo reagire alla crisi

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LIVORNO. Tradizione ed innovazione tecnologica, artigianato artistico e metodi produttivi d'ultima generazione: sono accostamenti che a prima vista sembrano in contrasto. In realtà sono le facce di una stessa medaglia costituita dalla volontà di scommettere sulle proprie capacità, di mettersi in gioco e di creare qualcosa di nuovo (anzi di antico, parafrasando il Pascoli). E continuare, nonostante tutto, a navigare anche se il mare dell'economia è in tempesta.

Ecco quanto è emerso dalla premiazione per “Impresa innovativa” e “Arte come mestiere” ieri in Camera di Commercio. Hanno ricevuto un riconoscimento sei imprese della provincia di Livorno, tre nel campo dell'innovazione e tre nell'artigianato artistico.

Sul fronte dell’innovazione a ricevere il premio da Roberto Nardi, presidente della Camera di Commercio, e dall'assessore Darya Majidi, sono stati la Geostudi Astier, la Bozzi & figli e la Erredue Gas.

La prima opera dal 1999 nella creazione di software impiegati nella diagnostica del sottosuolo e di edifici, pure di pregio storico ed artistico, oltre che di infrastrutture e discariche. Nata nel 1961 la Bozzi & figli è attiva nella fabbricazione di parti meccaniche di precisione in campo aeronautico, spaziale, automobilistico e navale.La Erredue Gas si dedica invece alla realizzazione di apparecchiature per la produzione di azoto ultrapuro per trattamento termico dei metalli ed il taglio laser dell'acciaio inox, oltre alla realizzazione di un elettrolizzatore per produrre idrogeno a 30 bar di pressione.

Con le altre imprese premiate ci trasferiamo invece fra le produzioni di antichissima tradizione come vetro, ceramica ed ferro battuto alla luce però di un'interpretazione moderna del messaggio artistico.

A ricevere il premio (un rimborso-spese per partecipare a mostre internazionali) sono stati così lo “Studio-Vetro” di Caterina Zucchi con l'opera Extravaganza, il “Fabbro Ferraio” di Filippo Quochi con l'opera Ricerca e “Bambole della Bottega oscura” di Livia De Montis (Porto Azzurro) con l'opera Trittico con pesci.

Caterina Zucchi ha inaugurato il proprio laboratorio nel 2005 dopo avere frequentato corsi di arte vetraria a Bolzano e di ceramica a Sorano (Grosseto) dedicandosi alla creazione di gioielli in vetro ed altri materiali. I lavori artistici in ferro di Filippo Quochi vengono invece dalla tradizione familiare (sin dal bisnonno) di fabbro e magnano prima legata al mondo rurale (falci, ferrature per cavalli, etc.) e all'edilizia (cancellate, inferriate, etc.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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