Gioco
Dragaggi più facili con le piante mangia-sporco
LIVORNO. Dovrebbe arrivare anche il ministro dell’ambiente Corrado Clini a tenere a battesimo una nuova strategia per affrontare i dragaggi: al centro dell’attenzione del workshop in agenda per il 31...
LIVORNO. Dovrebbe arrivare anche il ministro dell’ambiente Corrado Clini a tenere a battesimo una nuova strategia per affrontare i dragaggi: al centro dell’attenzione del workshop in agenda per il 31 maggio in Fortezza Vecchia l’utilizzo di una nuova metodologia che impiega alcuni tipi di piante per “curare” i sedimenti inquinati da escavare dai fondali per poter restituire ai porti la possibilkità di accogliere le navi kolossal delle ultime generazioni.
Su questa novità è in corso un test nel porto di Livorno come nel Canale dei Navicelli a Pisa ma anche in Israele negli scali di Haifa e Ashdod, come annuncia l’Authority. Il progetto-pilota terminerà a fine giugno: “Agriport” – questa la denominazione ufficiale – nasce grazie al finanziamento in tandem da parte della Commissione europea e del ministero dell’ambiente.
«Pensate a quello che potrebbero fare oggi i porti commerciali – tengono a sottolineare dal quartier generale dell’istituzione portuale a Palazzo Rosciano – se tutti i sedimenti dragati dai fondali fossero puliti. Se non ci fossero, cioè, i soliti problemi legati al trattamento e alla collocazione dei materiali da dragaggio e se fosse possibile sversarli tranquillamente in mare oppure utilizzarli per formare delle dune, per riempire le cave o riqualificare il paesaggio».
L’Autorità portuale mostra ottimismo: non lo ritiene affatto un sogno bensì una opportunità che presto potrebbe concretizzarsi. «Grazie – si afferma – ad una nuova tecnologia che sfrutta piante adattate all'ambiente salino per rimuovere o trasformare i diversi elementi inquinanti presenti nei sedimenti di dragaggio».
È l'obiettivo che si è prefissato di raggiungere il gruppo coordinato dallo Studio Galli Ingegneria e composto da esperti e studiosi dell'Autorità portuale di Livorno, ma anche dal Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università di Pisa, dall’ Istituto per lo Studio degli Ecosistemi (CNR), dal Volcani Centre (Istituto di ricerca del Ministero dell'Agricoltura israeliano), da D'Appolonia e DFS Engineering.
Sono i soggetti che hanno partecipato al progetto Agriport, cofinanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare nell'ambito del programma Eco-Innovation, iniziativa europea finalizzata a sostenere il percorso della ricerca di mercato di prodotti, processi e tecnologie innovative miranti alla protezione dell'ambiente.
In due anni è stata ridotta la contaminazione da metalli pesanti e da idrocarburi rispettivamente del 20 e 60% ed è stato desalinizzato il sedimento di dragaggio a tal punto da renderlo in tutto e per tutto simile ad un ammendante agricolo utilizzabile per il ripristino ambientale.
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