Il Tirreno

Livorno

L’iniziativa del polo liceale

Trecento studenti del Cecioni vanno al... lavoro

Trecento studenti del Cecioni vanno al... lavoro

LIVORNO. Istruzione e lavoro sono due realtà che non possono più restare separate. I percorsi devono intrecciarsi tra loro. In modo che lo studente, già nel corso dell'educazione superiore, possa...

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LIVORNO. Istruzione e lavoro sono due realtà che non possono più restare separate. I percorsi devono intrecciarsi tra loro. In modo che lo studente, già nel corso dell'educazione superiore, possa prendere coscienza delle opportunità che il mondo gli offre. È questo lo spirito che guida le esperienze di alternanza scuola-lavoro, previste dal decreto legislativo del 15 aprile 2007 e organizzate dal polo liceale Cecioni. L'obiettivo? Assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, competenze spendibili nel mercato del lavoro.

«Il progetto è utile agli studenti - spiega il preside, Giuseppe De Puri - ma anche agli insegnanti. La scuola non può esaurire il suo compito nella aule, ma deve aiutare i ragazzi a entrare in contatto col territorio». «L'istruzione deve perdere la sua autoreferenzialità - gli fa eco Roberto Bandinelli, dell'ufficio scolastico regionale - la riforma della scuola si basa sull'alleanza formativa tra educazione e lavoro. E la Toscana è la seconda regione in Italia per numero di percorsi di alternanza». Presente anche l'assessore alle politiche educative Carla Roncaglia: «La separazione tra istruzione e lavoro è penalizzante, lo studente rischia di scontrarsi con una realtà che non riconosce le sue aspettative». Cecilia Semplici, referente del Cecioni per i percorsi di alternanza, ricorda i numeri dell'iniziativa: «Sono 16 le classi coinvolte, appartenenti ai 4 indirizzi: artistico, linguistico, scientifico e scienze umane. Sono le classi terze, quarte e quinte, perché le esperienze sono su base triennale».

Si parla di 320 studenti, e di almeno 80 convenzioni con le realtà del territorio: dal sociale al turismo. Anche Il Tirreno ha partecipato, "ospitando" due ragazzi all'interno della redazione per una settimana. Gli studenti, in 3 anni, matureranno almeno 120 ore di esperienza nel mondo del lavoro. E non è tutto. «Stiamo lavorando anche ai tirocini di orientamento estivi - prosegue Semplici - due anni fa ne abbiamo organizzati 16, l'anno scorso 46, quest’anno saranno 50».

Poi la parola è passata ai ragazzi, che hanno raccontato le loro esperienze con relazioni, documenti e video. Tra i vari progetti, tutti interessanti e di qualità, ne citiamo due. Il primo si chiama "Tutti in rete: gol". È un progetto estivo, presentato anche al bando "Francesca Romano". Gli studenti delle classi 3A, 3B e 4B di scienze umane cureranno un centro estivo per bambini autistici per 4 settimane, organizzando visite al mare e attività di laboratorio a scuola.

L'altra esperienza s'intitola "Pentalivorno. Conoscere Livorno in 5 passi", e vede la collaborazione di classi dei 4 indirizzi del Cecioni, oltre al coinvolgimento di Comune, Provincia e Porto 2000: 5 percorsi di conoscenza della città, rivolti a studenti, anziani, turisti e livornesi tutti. I ragazzi hanno progettato un sito Internet dove è possibile reperire tutte le informazioni (http://pentalivorno.blogspot.it/).

Giorgio Carlini

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