Gioco
«Sì allo sgombero» Se la villa è costruita in un’area vincolata
Questo l’orientamento che emerge dall’ordinanza del gip La risposta nelle carte: stravolte le dimensioni dei progetti
LIVORNO. Sì allo sgombero della decina di ville abitate e sequestrate venerdì scorso a Montenero nel caso in cui siano state costruite in un’area vincolata perché in quel caso «tutto l’immobile è considerato una lottizzazione abusiva».
Sembra questa la linea confermata dagli inquirenti e tracciata dal giudice Giovanni Zucconi nelle pieghe dell’ordinanza con la quale ha disposto i sigilli in trentadue case e iscritto ventiquattro persone nel registro degli indagati con l’accusa, a vario titolo, di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, lottizzazione abusiva e l’edificazione su area sottoposta a vincolo.
Questo, ovviamente, non esclude che i legali di ogni proprietario cerchino, prima del termine ultimo del 18 maggio, di trovare una soluzione, una mediazione che consenta a chi non ha alternative di continuare ad abitare nella propria casa magari come custode giudiziario. Anche perché, ammettono gli inquirenti: «In alcuni casi gli inquilini sono anche vittime».
Per capire il ragionamento che ha portato il giudice a disporre «il divieto di uso abitativo dei beni abusivamente realizzati», messo poi in atto dai carabinieri che hanno dato due settimane di tempo per lasciare l’immobile, è necessario scindere i due piani dell’inchiesta, vale a dire, il reato urbanistico da quello edilizio.
Sottolinea il giudice: «L’evidente incoerenza tra quanto previsto dal Piano strutturale che non contemplava l’inclusione delle “Aree a ville con giardino” nel “Sistema territoriale di tutela ambientale e pedicolinnare”, riservando l’inclusione di tali aree all’interno del Sistema territoriale insediativo, e le previsioni del successivo Regolamento urbanistico, il quale, attraverso anche l’assimilazione della categoria “Aree a ville con giardino” alle zone omogenee di tipo “B” ha operato un’inclusione (attrazione) dell’area normativa anche negli altri due sistemi». La conseguenza di una norma poco chiara è stata la realizzazione di ville multifamiliari, spesso ristrutturate da antichi ruderi, che – secondo gli investigatori – avrebbero potuto essere ampliati di pochi metri quadrati e che invece sono diventate, attraverso garage e sottotetti, immobili lussuosi. Dunque un abuso su un abuso, secondo il pubblico ministero Massimo Mannucci che conduce le indagini. «Lottizzazione abusiva», dunque, ecco perché – a rigore di ordinanza – quando il giudice parla del «divieto di uso abitativo dei beni abusivamente realizzati», nella maggior parte dei casi si riferisce a tutto l’immobile che, dunque, se questa visione fosse confermata porterebbe gli inquilini a dover fare le valigie entro il prossimo 18 di maggio, tra nove giorni.
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