Il Tirreno

Livorno

I frigo smaltiti in Veneto: la Tred trema

Annuncio choc dei consorzi che gestiscono i rifiuti elettrici. Scatta l’allarme dei sindacati

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LIVORNO. Fra poche settimane - alla faccia della politica del chilometro zero - i frigoriferi lasciati dai livornesi alle stazioni ecologiche non saranno più smaltiti in città: voleranno a Venezia. Così la Tred, già in crisi da settimane, ora trema.

Tred è l’azienda di via delle Sorgenti dove si trattano e avviano al recupero frigoriferi e congelatori. Il Tirreno lo ha raccontato qualche settimane fa: dopo un calo del lavoro e del fatturato dovuto sia all’assenza di un’area adatta (dal Comune non sono mai arrivati i permessi) sia alla complicata politica nazionale dei consorzi, l’azienda ha annunciato che a settembre 8 dei 17 dipendenti già in cassa straordinaria per crisi dovranno entrare in mobilità. Una mossa che, secondo l’azienda, dovrebbe servire a scongiurare la chiusura. Ma ora ecco la mazzata clamorosa che, temono i sindacati, potrebbe mettere a rischio le attività già a inizio 2013.

La novità è questa: un paio di settimane fa, dal centro di coordinamento nazionale di gestione dei Raee (i rifiuti elettrici ed elettronici) hanno comunicato alla società che non potrà più trattare i frigoriferi gettati via in città. Il meccanismo è complicato: gli apparecchi arrivano alle stazioni ecologiche di Aamps poi, per legge, la gestione passa ai consorzi nazionali che li fanno ritirare da un logista che a sua volta li distribuisce alle aziende autorizzate al recupero. Per Livorno c’è Tred che oggi è una realtà tutta privata (è di Refri, una costola del colosso emiliano Unieco), ma fino allo scorso anno apparteneva soprattutto ad Aamps.

Tred ha un contratto in scadenza con due consorzi, Ecodom e Rae Cycle (la nuova gara è prevista per dicembre). Ma da fine maggio, a gestire i frigoriferi livornesi (e non solo) sarà il consorzio Remedia che li destinerà a Sira, una società con sede in provincia di Venezia. Stando alla riassegnazione prevista dal centro nazionale, Tred perderebbe sia Livorno che Pietrasanta, per un totale di circa 250 tonnellate di materiale all’anno, che in soldoni fanno almeno 30mila. In cambio riceverà i frigo di Poppi e Aulla: i volumi non sono certo gli stessi.

Ieri i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i lavoratori in via delle Sorgenti. Temono lo stop delle attività e chiedono all’azienda un impegno a prolungare gli ammortizzatori sociali. «Livorno – ripetono – non è stata in grado di offrire un sito alternativo, ma la politica dei consorzi (che si prendono anche una percentuale del costo dell’apparecchio all’acquisto) fanno una politica incomprensibile. Alla faccia del riciclo e del chilometro zero: i nostri frigo andranno a Venezia». Quelli dell’area fiorentina volano già a Milano in una società di proprietà di una multinazionale.

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web