Il Tirreno

Livorno

Mamma in difficoltà e figlio di un anno adottati dalla polizia

di Lara Loreti
Mamma in difficoltà e figlio di un anno adottati dalla polizia

Colletta degli agenti per garantire alla donna latte e pane Donati anche vestiti, scarpe e altri beni di prima necessità

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LIVORNO. Una famiglia indigente. Madre, padre e due figli, uno che oggi compie un anno d’età e l’altro in arrivo, la donna è incinta. Costretti a vivere in una stanza della Caritas in quanto senza lavoro. Così poveri da non poter mantenere i figli. Lei ne aveva altri cinque, in parte affidati alla famiglia paterna e in parte presi in carico dal Tribunale dei minori. Lui ne ha altri tre, seguiti dalla madre. I servizi sociali fanno il possibile ma le esigenze di un bimbo di un anno sono tante e i genitori non riescono a far fronte a tutte le spese. Ottenere altri aiuti dalle strutture preposte costa tempo e fatica. E sfamare il bimbo e il nascituro sono necessità che non possono essere rimandate. Ed ecco che, non sapendo cosa fare ma sentendo l’urgenza di nutrire il figlio, la donna, livornese di 40 anni, si rivolge alla polizia.

Si reca all’Anticrimine e chiede aiuto per poter avere latte e pane, beni di prima necessità. Cose non particolarmente costose. Ma quando non c’è il lavoro anche spendere un euro diventa una tragedia. Il babbo, coetaneo, ogni tanto fa dei lavoretti ma riesce a mettere insieme solo pochi soldi. Ed è qui che entra in gioco la polizia. Gli agenti non ci pensano due volte. Come si fa a rifiutare di aiutare una donna incinta con un bimbo di un anno a carico?

E così, ecco che i poliziotti si mettono d’accordo e fanno una colletta, Acquistano pane, latte, cibi vari, carta igienica e così via. Comprano anche vestiti, scarpe e altri oggetti necessari. È la stessa madre che, quando ha necessità e senza approfittarne, va in questura e chiede le cose di cui proprio non può fare a meno. E i poliziotti rispondono mettendo un tot per uno, 5-10 euro, quel che basta per comprare gli oggetti richiesti. Un agente raccoglie i soldi e poi si incarica di provvedere agli acquisti.

Una solidarietà verso chi ha bisogno che da sempre contraddistingue la polizia, in particolare l’ufficio Minori che ha a fare con le situazioni più difficili, vista la tenera età dei protagonisti. E sono numerosi i casi in cui i singoli agenti, di loro iniziativa, raccolgono i soldi.

Lo conferma il dirigente dell’Anticrimine Francesco Zerilli, interpellato sulla questione: «È vero e si tratta di gesti che manifestano la particolare nobiltà d’animo dei dipendenti della divisione Anticrimine. Certo è bene precisare che sono gesti che vanno contestualizzati e che si riferiscono ad occasioni particolari, in cui s’è manifestata questa necessità. Non avvengono tutti i giorni. E sono azioni che nascono dall’iniziativa spontanea da parte dei nostri ragazzi».

La scorsa estate c’era stato un caso analogo quando una nigeriana con un bimbo piccolo, in tarda serata, s’era presentata alla porta della questura: era stata convocata a Livorno per un processo e non sapeva dove far trascorrere la notte al suo bambino. Per di più non aveva neanche un soldo.

Anche in quel caso furono gli agenti dell’Anticrimine, insieme ai poliziotti del Reparto mobile di Genova, a raccogliere un po’ di soldi per pagare una stanza d’albergo dove far alloggiare la donna e il suo piccino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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