Il Tirreno

Livorno

Maxi inceneritore, Comune favorevole

di Juna Goti
Maxi inceneritore, Comune favorevole

La giunta dice sì al rapporto di Grassi: pronti a discutere la costruzione dell’impianto per la costa. Ora palla alla Provincia

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LIVORNO. La giunta comunale ha dato il via libera - almeno sul piano politico - alla realizzazione del maxi termovalorizzatore che dovrebbe bruciare, a Livorno, i rifiuti di tutto l’Ato costa. Con una decisione trasmessa alla Provincia, venerdì la squadra del sindaco Cosimi ha apprezzato il rapporto scritto dall’ufficio ambiente e firmato dall’assessore Mauro Grassi.

In quel rapporto il Comune si dice pronto ad approfondire sia la possibilità di realizzare la terza linea (già autorizzata) al Picchianti, che la costruzione del grande impianto «in area portuale o periportuale». Insomma, a nord della città.

«Un’ipotesi – chiarisce Grassi – esclude l’altra. Personalmente credo che costruire un impianto ex novo comporterebbe vantaggi sul piano ambientale: i termovalorizzatori di ultima generazione hanno un impatto minore e producono termoriscaldamento ed energia. L’impianto di Amsterdam riscalda migliaia di abitazioni...».

«In più – riprende - questa operazione ci permetterebbe di dismettere l’impianto Aamps e riqualificare il Picchianti, che ormai, tra case e uffici, è troppo integrato col resto della città».

Per bruciare i rifiuti della costa si parla di un termovalorizzatore da 350mila tonnellate, quasi sei inceneritori del Picchianti. Tempo per la costruzione: almeno dieci anni. Chi lo gestirebbe? «La legge – chiarisce Grassi – dice che può essere direttamente la società che gestisce i rifiuti (che a quel punto sarebbe la newco di livello regionale in cui dovrà confluire anche Aamps) o un soggetto esterno attraverso il project financing».

Chiariamolo: il Comune, con l’ok in giunta, non ha deciso (in sostanza l’iter non partirà domani), ma ha dato un indirizzo politico importante. Non ci sono delibere, ovvero atti amministrativi veri e proppri, perché il piano interprovinciale dei rifiuti che deciderà la mappa degli impianti è di competenza della Provincia. L’assessore Nicola Nista lo porterà a breve sui banchi del consiglio di Palazzo Granducale per l’adozione. Prima dell’eventuale approvazione ci saranno osservazioni e controdeduzioni. «Appena la discussione approderà in Provincia – assicura Grassi – anche in Comune porteremo il piano in commissione e in consiglio. La decisone della giunta è il primo tassello, il via libera politico per iniziare a discutere di entrambe le possibilità. Poi è chiaro che qualsiasi decisione sarà inserita nel percorso del piano strutturale e quindi dovrà passare al vaglio degli organi elettivi».

Per la coalizione di centrosinistra sarà la prova del nove. Su Facebook l’assessore ha già iniziato a litigare col capogruppo Idv in Comune, Andrea Romano. I dipietristi non sono più in giunta, ma ci sono i vendoliani...

Venerdì, sia con Sel che col Pd, Grassi si è impegnato ad approfondire, con un rapporto successivo, l’eventuale dismissione dell’impianto al Picchianti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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