Montenero, «sottotetti e cantine diventano camere e salotti»
Trentadue immobili sequestrati e ventitré persone nel registro degli indagati. I consulenti del pm: zone vincolate dove si può soltanto ristrutturare
LIVORNO. Sottotetti, verande e cantine, tutti locali non abitabili, trasformati in camere da letto, salotti oppure in mini appartamenti da aprire per gli ospiti.
È questo – secondo gli inquirenti – “il cuore del sistema Montenero” un raggiro urbanistico attraverso il quale ruderi collocati in zone vincolate e che in teoria potevano solo essere ampliati di pochi metri quadrati, negli ultimi anni sono lievitati, tanto da diventate ville multifamiliari con terrazza vista mare e piscina, da vendere a prezzi da capogiro. Riscontri attorno ai quali ruota l’impianto accusatorio che ha portato il pubblico ministero Massimo Mannucci a chiedere e ottenere il sequestro preventivo di 32 immobili, la stragrande maggioranza ancora in costruzione, e l’iscrizione nel registro degli indagati di 23 persone, tra cui quattro impiegati comunali dell’ufficio di edilizia privata, nove tra progettisti e direttori dei lavori e dieci tra proprietari.
«Ogni situazione ha una sua unicità che cambia da caso a caso», è la premessa. Ma gli investigatori, mettendo insieme e confrontando una pratica dopo l’altra, avrebbero individuato un’abitudine comune, una sorta di sistema, appunto, attraverso il quale sarebbe stato possibili raggirare il Regolamento urbanistico, l’ultimo dei quali, consultabile anche sul sito del Comune, risale al 1999.
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