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Concordia, ok a Piombino ma bisogna fare presto

di Nicola Stefanini

Nuovo incontro fra istituzioni e la società incaricata della rimozione Anselmi: «Il lavoro è enorme e si può realizzare solo mettendosi insieme»

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PIOMBINO. Piombino e il suo porto hanno ricevuto l’ok dalla società Micoperi per essere la base logistica dell’operazione di recupero della nave Costa Concordia. Lo stesso ok è arrivato anche per Livorno, come porto di eventuale destinazione della nave una volta rimessa dritta e in grado di galleggiare. E naturalmente ok anche all’intero sistema Toscana per mettere in atto il complesso progetto di recupero.

Insomma, la società incaricata della rimozione della Concordia ha riconfermato ieri, nell’incontro col governatore Rossi e i vari sindaci interessati dall’operazione, la propria disponibilità ad assicurare la maggiore ricaduta possibile sulla Toscana del lavoro di recupero. Fra i sindaci che hanno partecipato all’incontro fiorentino c’era anche Gianni Anselmi che parla di un confronto molto positivo con l’amministratore delegato della Micoperi, Silvio Bartolotti, e col presidente Andrea Monorchio. «La Micoperi – dice il sindaco di Piombino – ha ribadito la volontà di valorizzare il sistema toscano per quello che potrà fare in questa operazione».

Come si sa, la parte centrale del progetto di rimozione della Concordia verte sulla realizzazione di imponenti opere di carpenteria metallica, in particolare i “cassoni” che rimetteranno dritta e poi terranno a galla la nave, e le strutture per creare una sorta di fondale artificiale sul quale fare appoggiare la nave. «È un’operazione da 300 milioni di euro – dice ancora il sindaco Anselmi – che interesserà Piombino sia per le fasi di movimentazione in porto, visto che questi materiali andranno al Giglio via mare, sia per la fase della costruzione dei cassoni e delle altre strutture. È una quantità di lavoro enorme – dice ancora il sindaco – che andrà completato in soli tre mesi, per questo è impensabile che possano farlo solo le aziende piombinesi o di altre zone della Toscana. Ecco quindi che bisognerà mettere rapidamente in piedi un sistema di imprese che interessi quantomeno tutta la costa della regione, altrimenti rischiamo di perdere tutto a vantaggio di Fincantieri, già indicata dalla Micoperi come alternativa se noi toscani non saremo in grado di assicurare quello che loro vogliono».

Un’enorme mole di lavoro e tempi ristrettissimi, dunque. Come hanno spiegato ieri i vertici della Micoperi all’incontro fiorentino, entro la fine di questo mese dovrebbe essere completata la progettazione dell’intervento; e per fine settembre tutto il materiale di carpenteria siderurgica deve essere pronto per essere trasportato al Giglio e lì montato e messo in opera. La rimozione della Concordia, come riferisce il sindaco Anselmi, è programmata per gennaio 2013.

«Già all’inizio della prossima settimana – dice Anselmi – programmerò un nuovo incontro con le imprese della nostra zona e le associazioni di categoria per capire, alla luce della attuale fase di progettazione, cosa sia possibile fare in così poco tempo. Quelle cose che chiede la Micoperi il nostro sistema le sa certamente fare, ma in così poco tempo non si riesce sicuramente a fare tutto. Occorre quindi essere tutti bravi e creare rapidamente un sistema con la zona di Carrara, di Livorno e probabilmente anche altre realtà per far restare questo lavoro in Toscana. E la Regione – dice ancora Anselmi – dovrà coordinare il tutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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