Il Tirreno

Livorno

L’assessore ammette «Da 2 anni sapevamo abbiamo collaborato»

di Alessandro Guarducci
L’assessore ammette «Da 2 anni sapevamo abbiamo collaborato»

Per Paolo Bernardo potrebbe trattarsi di interpretazioni errate del regolamento urbanistico da parte degli uffici

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LIVORNO. La notizia dell’operazione condotta dai carabinieri, che ieri mattina ha portato al sequestro di 32 villette e che ha coinvolto anche quattro impiegati comunali (indagati per falso ideologico), ha determinato una comprensibile agitazione a Palazzo Civico. Anche se non si può parlare di un fulmine a ciel sereno: in Municipio, infatti, si sapeva che era in corso un’indagine su presunti abusi edilizi. A confermarlo è l’assessore Paola Bernardo.

«Abbiamo saputo che stamattina (ieri, ndr), in località Montenero/Castellaccio, sono stati eseguiti dei provvedimenti di sequestro di alcune costruzioni per presunte irregolarità, legate sia alle modalità esecutive dei lavori che ad interpretazioni in materia urbanistica/edilizia - spiega - Al momento non siamo in possesso di molte notizie, però riteniamo che gli attuali sviluppi giudiziari si riferiscano a un’indagine che è partita circa due anni fa. In questo arco di tempo, la magistratura ha disposto l’acquisizione di numeroso materiale (pratiche, autorizzazioni, progetti, etc.) nell’unità operativa dell’edilizia privata comunale e molti dipendenti sono stati ascoltati come persone informate sui fatti dall’autorità giudiziaria. Abbiamo collaborato sempre. Quindi sapevamo che c’era un procedimento penale in corso e non siamo stati colto di sorpresa». Paola Bernardo, che di professione fa l’avvocato, spiega poi «che nessun avviso di garanzia è stato finora notificato nell’ufficio interessato dall’inchiesta, anche se si parla del coinvolgimento di impiegati comunali». E ci tiene a precisare «che per quanto di nostra conoscenza non risulterebbe comunque contestato il reato di abuso d'ufficio». Insomma, secondo l’assessore, agli impiegati indagati «sarebbe stato contestato il concorso nella commissione di illeciti edilizi».

In effetti, i quattro impiegati comunale risultano indagati per falso ideologico. «Un’ipotesi plausibile - sottolinea Paolo Bernardo - I nomi degli indagati che stanno circolando, si riferiscono tutti a istruttori dei procedimenti: è possibile che i carabinieri contestino loro un’interpretazione errata del regolamento urbanistico nella definizione di alcune pratiche edilizie». In pratica, avrebbero permesso di realizzare opere in difformità degli strumenti urbanistici. «È plausibile», risponde l’assessore. Che poi conclude affermando che «questa amministrazione, fiduciosa come sempre nell'azione della Magistratura, e riservandosi ogni più approfondita valutazione al momento in cui saranno rese note le contestazioni, conferma la propria piena fiducia nei confronti dell'operato degli uffici».

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