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Troppi passeggeri? «Decida il capotreno»

Troppi passeggeri? «Decida il capotreno»

Così risponde Trenitalia all’assessore regionale Ceccobao: il controllore dovrebbe far scendere le persone in eccesso o fermare il convoglio

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LIVORNO. Le cattive condizioni di viaggio dei pendolari toscani sono state al centro di alcune interpellanze del consigliere regionale Pd Marco Ruggeri. Una di queste, datata 22 novembre 2011, riguarda proprio il treno 3102.Ruggeri afferma di aver ricevuto "innumerevoli lamentele degli utenti della linea ferroviaria Grosseto-Firenze". «Il sovraffollamento è ai limiti della sostenibilità - scrive il consigliere, egli stesso utilizzatore del servizio - Già da Pisa il treno riscontra l'assoluta assenza di posti a sedere. Dalla stazione di Pontedera i corridoi si riempiono fino all'inverosimile, impedendo la circolazione del personale di bordo e creando problemi per garantire il deflusso dai vagoni in sicurezza».

È Luca Ceccobao, assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità, a rispondere a Ruggeri. «Il treno in questione - dichiara l’assessore - è composto da 8 vetture, con una capienza di 608 posti a sedere: attualmente è la composizione massima per rientrare nei limiti di lunghezza dei marciapiedi di stazione».

La risposta cita i rilievi effettuati sulla tratta Pisa-Firenze. Il regionale 3102 registra una presenza media giornaliera di oltre 500 passeggeri. La punta massima di affollamento è tra le stazioni di Empoli e Firenze Rifredi (650-750 passeggeri). "Nella tratta finale del percorso - prosegue Ceccobao - risultano tra i 50 e i 150 passeggeri in piedi, con una situazione che, pur disagevole, si protrae al massimo per un tempo di viaggio di 22 minuti».

Gli inconvenienti, dunque, riguarderebbero solo una parte dei viaggiatori, e solo il tratto finale del tragitto (anche se 22 minuti, esclusi i ritardi, non sono poi così pochi). Ma il dato non può certo consolare coloro che tutti i giorni sono costretti a viaggiare su un treno comunque poco confortevole.

Ancor meno convincente la risposta sulla sicurezza. «È stata interpellata Trenitalia in quanto gestore del servizio - continua l'assessore - Non esistono disposizioni che limitino il numero di persone in piedi. In caso di affollamento è il capotreno che deve prendere la decisione di proseguire il viaggio in tali condizioni, o far scendere alcuni passeggeri».

Insomma: se il treno è pieno, al momento la soluzione non è offrire un servizio migliore, ma far scendere i viaggiatori che non garantiscono il rispetto delle norme di sicurezza.

Una soluzione che definire pilatesca è dir poco. Provate a immaginare voi un treno affollato all’inverosimile con centinaia di persone imbufalite e un controllore che decida chi deve scendere e chi deve restare sul treno. Non è inverosimile pensare che servirebbe coadiuvare il povero capotreno con la forza pubblica.

Poi si apre uno spiraglio: «Secondo il piano d'investimento concordato con Trenitalia - conclude Ceccobao - è previsto a breve l'uso di una tipologia di treno a doppio piano simile al modello Vivalto, che garantisce un'offerta di posti elevata in rapporto alla lunghezza del convoglio».

Dagli attuali 608 posti del regionale 3102 si passerebbe a 720 posti. Ai pendolari toscani non resta che incrociare le dita. (g.c.)

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