Toscana
La Sagra dei baccelli inaugura la primavera
La tradizionale festa di Salviano alla sua centoventesima edizione, domani e domenica bancarelle e prodotti tipici
LIVORNO. La Sagra dei baccelli compie centoventi anni, anche se la festa di compleanno quest'anno sarà meno sontuosa ma comunque sempre molto animata. In tempo di crisi è infatti difficile resistere, anche per feste tradizionali come quella di Salviano, che ha origini dalla Grande Guerra.
Il programma della due giorni del quartiere del gallo è stato presentato ieri nella sala conferenze della Circoscrizione 4. E la voglia di mantenere intatta una così profonda e sentita "istituzione" ha avuto la meglio sulle difficoltà grazie al Comitato organizzatore eventi culturali Salviano e dintorni che quest'anno, per la prima volta, ha organizzato l'evento.
«La creazione di un comitato di volontari - ha spiegato Federico Pini, presidente della Circoscrizione - è nata dall'esigenza di rinsaldare la comunità ma anche il legame tra mondo laico e cattolico».
La festa, secondo le ipotesi più accreditate, trae origine dalla religiosità del luogo: sembra, infatti, che gli abitanti di Salviano diedero inizio alla Sagra in segno di ringraziamento verso Madonna di Montenero, che aveva messo fine a un lungo periodo di siccità. Ed è così che i frutti legati alla terra e alla fatica sono diventati protagonisti della manifestazione: primi tra tutti, i baccelli.
Col tempo, però, la presenza di bancarelle lungo la via di Salviano con prodotti anche commerciali, ha esulato dalla natura originale della manifestazione, e così quest'anno l'intento sarà anche riportare la Sagra alla sua peculiarità.
Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile degustare piatti tipici tradizionali, come la famosa zuppa alla contadina. Ma la Sagra guarda anche al sociale: il ricavato della vendita dei baccelli degli orti del Centro per anziani "Orti", infatti, sarà devoluto in favore delle cure palliative.
Certo, l'impresa di far rivivere questo appuntamento è stata tutt'altro che semplice, data la totale assenza di finanziamenti.
«Siamo partiti da un budget pari a zero - ha precisato Francesca Silvestri, presidente del Comitato - e le associazioni hanno compensato autofinanziandosi. Perciò abbiamo dovuto optare per un programma meno ricco, ma ci premeva non rinunciare a una delle feste più antiche della città».
Alla presentazione hanno preso parte anche Fabio Altini, presidente del circolo Arci P. Carli e animatore della manifestazione, e Damiana Barbato, della Ce.i.s. Livorno, che hanno sottolineato come in questa edizione sarà riservata maggiore visibilità alle associazioni partecipanti attraverso degli stand in via della Chiesa di Salviano, uno dei luoghi storici di Livorno.
«È grazie all'impegno di queste associazioni - ha affermato il presidente della Circoscrizione - che si preserva la tradizione di Salviano, che con questo evento dà la possibilità di riscoprire il territorio. Ma con i tagli stabiliti dalla recente manovra finanziaria, queste realtà rischiano di scomparire».
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