Gioco
Caso Romano: Bianchi chiede un parere
La mozione di sfiducia del Pd all’esame gli uffici comunali. E poi ci sarà da sostituire Giannini
LIVORNO. Il caso della mozione di sfiducia presentata dal gruppo consiliare del Pd nei confronti del presidente della sesta commissione Andrea Romano (Idv), continua ad alimentare la discussione politica a Palazzo Civico.
Ieri, come era stato annunciato dal capogruppo dei democratici Massimo Gulì, la questione è stata posta all’attenzione della conferenza dei capigruppo. Non c’è stata però discussione sull’argomento, visto che il presidente del consiglio Enrico Bianchi si e' impegnato istruire la pratica - dopo che Romano ha ritenuto illegittima la mozione di sfiducia nei suoi confronti e, per questo motivo, ha detto no alla trattazione in commissione - e a convocare di nnuovo i capigruppo, nei giorni immediatamente successivi il prossimo consiglio comunale di lunedì. Prima, infatti, il presidente Bianchi vuole acquisire il parere tecnico sulla mozione Pd di sfiducia a Romano, per definire i percorsi conseguenti, connessi all'atto formalizzato.
Intanto, però, è spuntata fuori un’altra voce in Municipio: il gruppo Pdl, quello guidato da Bruno Tamburini, sarebbe pronto a ritirare fuori la mozione di sfiducia presentata tempo a dietro nei confronti di Romano e che non fu presa in considerazione dal Pd. Chissà che adesso le due mozioni non possano in qualche modo integrarsi...
Certo è che il caso della sesta commissione dovrebbe portare il consiglio comunale a ridiscutere sull’assetto complessivo delle cariche istituzionali: per esempio, attende sempre di essere definitoanche il percorso connesso alle dimissioni di Lamberto Giannini - che peraltro ha ribadito la volontà di uscire dalla maggioranza un minuto dopo il coto sul bilancio di previsione, e gli atti conseguenti relativi alla settima commissione, che èattualmente in stallo. (a.g.)
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