Stefan apre il 1º Maggio protesta davanti ai negozi
L’ordinanza del Comune lo vietava: appesi striscioni per boicottare la catena I vigili fanno rapporto ma con la liberalizzazione la multa potrebbe saltare
LIVORNO. «Boicotta chi apre il primo maggio». Firmato: Fortezza Dal Basso. Lo striscione è spuntato martedì mattina davanti alle vetrine di Stefan in piazza San Marco e sul viale Carducci. Ad appenderlo sono stati i sindacati di base e gli organizzatori della kermesse-occupazione andata avanti tra le mura della Fortezza Nuova fino alla festa dei lavoratori.
Ed è stata proprio la “non festa” di alcuni dipendenti della media distribuzione a scatenare la protesta. Il marchio Stefan ha deciso di tenere alzate le saracinesche nonostante il divieto previsto dall’ordinanza comunale del 30 marzo. L’atto firmato dal sindaco prevede la chiusura obbligatoria dei negozi per quattro giornate all’anno: 8 aprile, primo maggio, Natale e capodanno.
Così in mattinata i manifestanti hanno raggiunto prima il negozio di piazza San Marco, poi il grande punto vendita che si affaccia sul viale Carducci, dove oltre a scarpe, vestiti e articoli per la casa è prevista la vendita di generi alimentari. Un vero e proprio supermercato con 18 dipendenti che è rimasto aperto a orario continuato e ha fatto il pienone.
Non è la prima volta che la catena sceglie di ignorare il divieto: già lo scorso anno la Cgil aveva organizzato una manifestazione davanti alle vetrine.
Martedì dalla centrale operativa dei vigili urbani hanno fatto sapere di avere effettuato già in mattinata un sopralluogo, poi però non confermato dai lavoratori. Ieri dal Comune hanno chiarito che i vigili sono stati da Stefan e hanno fatto un «rapporto di servizio» in cui si evidenzia che il negozio è rimasto aperto nonostante l’ordinanza.
Fino allo scorso anno in caso di violazione del divieto era prevista una multa di mille euro. «Che comunque – ripetono dal sindacato di base – non è certo un deterrente rispetto agli incassi». Ma cosa accadrà questa volta?
L’ordinanza del Comune è arrivata dopo la firma di un protocollo di intesa tra l’amministrazione comunale, i sindacati e le associazioni di categoria. Va detto che al tavolo non ha partecipato Federdistribuzione che rappresenta, tra gli altri, Stefan. Ma non è questo il punto.
A gennaio il governo Monti ha dato il via alla liberalizzazione del commercio: sulla carta i negozi possono stare aperti tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24. È possibile, quindi, multare chi decide di ignorare divieti decisi a livello locale? Cosa accadrebbe se Stefan impugnasse l’ordinanza che è frutto di un accordo con le categorie?
L’unica risposta certa che arriva dai sindacati è quella della contrattazione: alcuni negozi della media distribuzione, come Zara e Upim, sono rimasti chiusi dopo aver raggiunto un accordo con i sindacati. Coin, altro esempio, ha alzato le saracinesche a Pisa, ma non a Livorno. Percosro che, fanno sapere a turno, non è stato possibile con Stefan.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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