La manifestazione
Provincia, Zingoni lascia e vola al Corecom
Il consiglio regionale ha votato ieri la nomina nel comitato per le comunicazioni: al suo posto Sironi
LIVORNO. Il vicecoordinatore regionale del Pdl, Maurizio Zingoni, lascia il consiglio provinciale e vola al Corecom. L’addio era nell’aria da giorni, ma ieri il consiglio regionale ha votato l’ingresso dell’esponente del centrodestra livornese nel Comitato regionale per le comunicazioni.
La delibera passata tra i banchi fiorentini dovrà essere firmata dal governatore Rossi: a quel punto Zingoni avrà dieci giorni di tempo per lasciare tutti gli incarichiincompatibili. E l’impegno in Provincia è uno di questi.
Il Corecom è l’organo di consulenza e di gestione della Regione in materia di comunicazione, nonché organo funzionale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che svolge compiti istruttori per conto del ministero. L’incarico vale cinque anni. Zingoni dovrà lasciare anche l’ufficio di presidenza dell’Upi (dove ha la delega al personale) e l’Aiccre (la sezione italiana del consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa). Non è ancora chiaro lascerà il collegio dei sindaci revisori della Asl, mentre si è già confrontato con i vertici del partito per lasciare il posto di vicecoordinatore che, almeno per ora, potrebbe restare vuoto.
Al suo posto in Provincia entrerà l’ex forzista Giovanni Sironi, di Piombino. Zingoni, che nel 1994 ha fondato il primo club livornese di Fi, è seduto tra i banchi del consiglio dal 1995 e dice di lasciare Palazzo Granducale «a malincuore». Anche se in realtà, in questa fase di guerre interne al partito e al gruppo, si toglierà dalle mani una bella gatta da pelare. Già nella fase congressuale che ha portato all’elezione di Paolo Barabino è rimasto un po’ nell’ombra e almeno ufficialmente non è schierato con alcuna delle fazioni in campo.
«Il partito – ha detto dopo la votazione in Regione – mi ha chiesto se volevo occuparmi di questo delicato settore e ho accettato volentieri perché sarà un’esperienza di spessore, che mi permetterà di cambiare visuale politica, di giocare di più il ruolo di supervisore».
Con l’addio di Zingoni, ci sarà anche da riassegnare la presidenza della delicata commissione di garanzia e controllo (che comunque resterà nelle mani dell’opposizione). A Palazzo Granducale, per la verità, un giro di valzer nelle commissioni è atteso da tempo. Il dipietrista Luca Bogi, ad esempio, ora che non è più vicesindaco potrebbe riprendersi la guida della tre: ambiente e Limoncino...©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
