Toscana
La storia delle Benci raccontata dagli ex
L’iniziativa di una quinta a caccia di ricordi, foto e aneddoti. E piovono decine di testimonianze di alunni di ogni epoca
LIVORNO. Dici Benci e risvegli una città intera. Domenica pomeriggio è bastato che il Tirreno pubblicasse sul proprio sito internet l’iniziativa della 5ªA della scuola di via della Bernardina, che in poche ore decine di ex alunni hanno inondato il web con ricordi, nostalgie, foto, nomi, volti. Che al solo citarli scatenano emozioni, aneddoti, piccole storie di splendidi anni della gioventù. Il maestro Sante Crosara, il maestro Vincenzo Messina, la maestra Lidia Addona.
Non potrebbe essere diversamente. Perché le Benci sono una delle scuole più antiche della città. Più centrali. Più frequentate. Non c’è famiglia, probabilmente, che non abbia avuto un nonno, uno zio, un cugino che non sia passato dalle Benci. La prima volta che il grande portone sugli scali Olandesi si aprì a un gruppo di alunni scorrazzanti fu nel 1893, come ricorda il dirigente scolastico Gianna Valente. Da allora sono state decine di migliaia i livornesi che hanno frequentato le elementari alle Benci, attraversando tre secoli e 119 anni. E nell’ultimo decennio, quasi a precorrere il futuro, la scuola dirimpettaia del mercato centrale, è diventata pure la scuola a maggior vocazione multietnica della città.
E’ da qui, dalla storia, che sono partite due maestre della 5ªA in un’iniziativa dal titolo semplice quanto coinvolgente: “Andavo alle Benci”.
«La storia, quella vera, quella vissuta, è fatta dai ricordi di chi c'era e diventa patrimonio di tutti nella condivisione della "storia" di ognuno», spiegano le due insegnanti, Anna Cioni e Simonetta Filippi. «Con questa premessa abbiamo promosso un’iniziativa di raccolta di testimonianze di ex alunni per raccontare la storia della scuola, con l’obiettivo di trasformare i racconti, i documenti, le foto raccolte in una possibile pubblicazione».
Nelle scorse settimane i bambini della 5ªA sono scesi per le strade del quartiere e hanno intervistato i passanti, chiedendo un ricordo, un flash, un’immagine a coloro che avevano frequentato la loro stessa scuola. «L’iniziativa proseguirà al Mercato Centrale giovedì 4, martedì 8 e sabato 12 maggio - spiega la dirigente Valente -. Piazzeremo un banco dove chiunque abbia frequentato le Benci potrà venire a portarci fotografie o testimonianze o racconti degli anni delle elementari».
L’idea è nata per caso, una mattina, nell’archivio storico della scuola. «Stavamo cercando vecchi registri di classe, quando abbiamo trovato pagelle, note, appunti dell’epoca fascista - raccontano Anna Cioni e Simonetta Filippi -. Quel materiale ci ha incuriosito, e abbiamo deciso di approfondire. Abbiamo coinvolto gli alunni, che già in terza avevano fatto un’esperienza legata alla nostra storia. E i bambini hanno risposto in maniera entusiasta. Sono stati loro a proporre le interviste in giro per le strade del quartiere».
Con la pubblicazione della notizia sul sito del giornale l’iniziativa ha vissuto un’accelerazione. Via internet sono arrivate testimonianze di chi ha frequentato le Benci negli anni Quaranta, di chi ha studiato a Livorno e ora vive in Spagna, qualcuno ha pubblicato foto in bianco e nero di classi rigorosamente maschili, con bambini eleganti in gilet e bermuda, altri in bretelle, qualcuno con la cravatta. «La nostra speranza è che continui a piovere materiale perché la ricostruzione della storia di questa scuola possa essere il più ampia possibile», dicono dalle Benci. Aiutiamoli.
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