Il Tirreno

Livorno

«La Livorno sonnacchiosa non abbia paura»

«La Livorno sonnacchiosa non abbia paura»

Il Pd sulla moschea: dietro la variante urbanistica ci sono i temi della libertà e della convivenza civile

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LIVORNO. «Noi pensiamo che la costruzione della moschea a Livorno rappresenti un passaggio chiave verso la strada dell'integrazione che riteniamo assolutamente necessaria nell'attuale fase storica e sociale». Il giorno dopo aver annunciato la variante urbanistica per permettere il cambio d’uso del capannone di via Guarini in luogo di culto, l’assessore Mauro Grassi, insieme al consigliere comunale del Pd Alessandro Latorraca, dà una veste anche socio-culturale all’atto che produrrà la trasformazione del centro culturale islamico in una vera e propria moschea. Riconosciuta, appunto, anche a livello urbanistico. Come una chiesa cattolica o protestante. O come una sinagoga.

«Siamo convinti che, al di là dell'aspetto urbanistico che richiede alcuni ulteriori passaggi che verranno perfezionati, la moschea porta con sè elementi positivi sia di carattere religioso che di tipo sociale e antropologico», sottolineano Grassi e Latorraca. Secondo i due «superando un laicismo banale che non ha niente a che vedere con la laicità, deve essere tenuta in grande considerazione una visione del fatto religioso non più visto nell'ambito ristretto della sfera individuale ma vissuto come fatto collettivo. E questo sia sul piano etico ma anche sociale e storico».

Il Pd è consapevole che il confronto in commissione e consiglio, sarà serrato. «Ma la costruzione della moschea non può essere ridotta ad una questione da variante urbanistica - dicono i due esponenti del partito di maggioranza -. La variante non può e non vuole essere un alibi ad una sbrigativa soluzione che metta in ombra il necessario bisogno di discussione sui grandi temi che questa vicenda evoca».

E’ per questo che i due toccano le corde socio-culturali. E’ lì che vogliono che il dibattito si incentri. «La variante è un atto necessario da un punto di vista tecnico e va discussa come tale insieme ad altre urgenti questioni urbanistiche che non possono aspettare l'approvazione del Piano strutturale. Ma sappiamo e auspichiamo che la discussione vada oltre. Sarà il primo atto di un dibattito che ormai è maturo e che richiede, anche nella sonnacchiosa Livorno, di fare i conti con un mondo che cambia inesorabilmente e che deve essere vissuto come tale senza paure e senza cedimenti rispetto ai grandi principi di libertà e di convivenza civile».

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di Redazione web