Il Tirreno

Livorno

Fiaccolata e cortei Senza lavoro non è una festa

Fiaccolata e cortei Senza lavoro non è una festa

Ieri sera in duecento con la Cgil fino alla Terrazza Oggi Sinistra Critica per l’articolo 18 e due incontri

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LIVORNO. Il Primo Maggio a Livorno è iniziato ieri sera con una fiaccolata notturna, proseguirà con il corteo in programma questo pomeriggio contro la modifica all’articolo 18 per concludersi in dibattiti e incontri organizzati da Rifondazione e dall’associazione Acli. Alla fiaccolata organizzata dalla Cgil tra il Cantiere Orlando e la Terrazza Mascagni hanno partecipato circa duecento persone. Al termine del corteo è toccato al comico Claudio Marmugi intrattenere il pubblico tra ironia e qualche battuta al vetriolo.

Sinistra Critica. L'obiettivo del Comitato è quello di fare del Primo Maggio un passo in avanti verso lo sciopero generale, coinvolgendo nella partecipazione i lavoratori, i giovani, i lavoratori migranti, alle donne e tutti coloro che ritengono importante costruire un’opposizione ai colpi sferrati dal governo Monti alle proprie condizioni di vita.

«Invitiamo pertanto i lavoratori e i cittadini tutti a partecipare – spiegano gli organizzatori – alla manifestazione che prenderà il via in piazza Garibaldi alle 17,30».

Il tema del corteo che si snoderà per tutto il centro cittadino è quello di istituire un “Comitato contro le politiche di austerità, per la difesa dell'articolo 18”.

Rifondazione comunista. Il circolo Prc di Shangai ha in programma per celebrare la festa dei lavoratori il tradizionale pranzo popolare: ma a causa delle sfavorevoli condizioni meteo, anziché in piazza è ora stato spostato al circolo Arci di borgo Cappuccini, nello stesso edificio della federazione del Prc. Sarà accompagnato da un intervento sui temi del lavoro e dei diritti dei lavoratori «È necessario – si afferma – rilanciare in maniera sentita la cultura del lavoro e dei valori in esso contenuti. Festeggiare la data del 1 maggio significa porre l'accento sui diritti dei lavoratori, significa sottolineare il diritto di tutti i cittadini di accedere al mondo del lavoro come sancito dalla Costituzione italiana», proprio quei valori che «le forze conservatrici tentano invece da anni di demolire».

Acli. L’organizzazione dei lavoratori cristiani sottolinea la speranza che il Primo Maggio sia «un momento nel quale il diritto/dovere a lavorare, primo diritto di libertà, e vivere dignitosamente divenga priorità nei progetti e negli impegni di chi è chiamato a gestire e governare il territorio, ad ogni livello». Il messaggio del presidente Antonio Melani insiste sull’auspicio che «nel nostro territorio emergano in ogni settore classi dirigenti che con autentico spirito di servizio siano capaci di pensare e progettare al futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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