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Livorno

Due settimane senza gas «Può essere risarcita»

Due settimane senza gas «Può essere risarcita»

Caso Gdf-Suez. Federconsumatori: in caso di disservizi, scrivete al garante Previsti rimborsi economici e multe ai colossi. «Ma scegliete bene i fornitori»

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LIVORNO. «Non saranno i soldi che risolveranno i problemi economici di una famiglia, ma davanti a un disservizio come quello della signora Maria Vittoria Consani, il rimborso da parte dell’azienda è dovuto. Ed è una piccola soddisfazione per un consumatore che quotidianamente si sente schiacciato da enti pubblici ed ex municipalizzate».

La lettera pubblicata sul Tirreno di sabato da parte di una signora rimasta per due settimane e un giorno senza gas nonostante avesse saldato la bolletta alla società Gdf Suez, ha fatto smuovere la Federconsumatori. E dal presidente Roberto Boschi è arrivato un messaggio diretto a lei ma anche a tutti gli altri utenti: «Non restino fermi davanti a certi comportamenti. Scrivano una lettera all’autorità garante dell'energia, anche attraverso una delle associazioni di difesa dei consumatori. In casi come questo il risarcimento è dovuto e molto spesso riconosciuto. E’ chiaro che si tratta di cifre che non spostano, ma rappresentano spesso una vittoria per il cittadino. E poi quando certi episodi da parte della stessa azienda si ripetono, il garante può imporre multe e sanzioni pesanti».

«E’ chiaro - aggiunge - che serve che venga prodotta tutta la documentazione che testimoni tutte le varie fasi del disservizio».

Secondo Federconsumatori la storia raccontata dalla lettrice del Tirreno - che aveva chiesto la rateizzazione di una bolletta e si era vista togliere il gas dopo non aver pagato una rata, vedendosi ripristinare il servizio solo due settimane dopo il saldo - è una storia che capita tutti i giorni. «Il rapporto tra utility e cittadini è quotidianamente difficoltoso. Nell’ultimo periodo stanno arrivando tantissimi utenti rimasti beffati da spot che promettono tariffe tutto compreso, accorgendosi davanti alla bolletta che nel tutto compreso non era prevista l’Iva, cioé un buon 21 per cento».

Boschi dà un consiglio: evitare a parità di tariffe di stipulare contratti con aziende contattabili solo telefonicamente. «Non voglio tirare la volata ad Asa o Enel Energia, con cui anzi ci scontriamo quotidianamente. Ma in questi casi avere un referente raggiungibile di persona con un ufficio sul territorio è fondamentale. Fosse capitato quello che è capitato con Gdf Suez con una utility con sportello in città, la famiglia non sarebbe rimasta senza acqua calda e riscaldamento per due settimane. Il nostro consiglio è prima di stipulare contratti, se non ci sono grosse differenze economiche nei costi del gas al metro cubo, di scegliere aziende raggiungibili per evitare giornate intere rimbalzati da un telefono all’altro».

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