Gioco
Dottoressa mi aiuti, l’azienda va a rotoli
Già sessanta chiamate allo sportello di consulenza psicologica della Cna di Pisa, il primo in Italia
PONTEDERA. Elisa Bini e Alice Salvetti, entrambe 29enni, pisane, sono figlie di due imprenditori che hanno attraversato crisi economiche con problemi che si sono poi riversati nelle rispettive famiglie. E di professione sono psicologhe. A queste due giovani, specialiste per studio e interessate per esperienza personale, la Cna di Pisa con lo sportello Sos imprenditori ha affidato il compito di scongiurare il peggior effetto della crisi: l'ondata di suicidi di responsabili di aziende che vedono sgretolarsi le proprie certezze economiche e sociali.
Le sessanta chiamate ricevute al numero 050 8068012 la dicono lunga sull'aria che tira: tanto che le due psicologhe devono fare a turno nei weekend per rendersi reperibili. «Il rischio è la depressione o addirittura comportamenti violenti - dicono le due psicologhe, la cui agenda per le prossime settimane è piena - Poi c'è la somatizzazione dello stress che sfocia in vere e proprie malattie. Noi ci siamo passate. È anche per questo che abbiamo studiato psicologia del lavoro».
Storie di imprenditori disperati. «Molti artigiani non ce la fanno a pagare i contributi ai dipendenti - dice Elisa Bini - Alcuni impresari edili, invece, sono alle prese con il Durc, il documento unico di regolarità contributiva, e non sono in grado di far fronte agli impegni».
Chiamano gli imprenditori, ma anche i loro familiari. «L'altra mattina abbiamo incontrato il padre e la moglie di un imprenditore, la cui mamma in passato aveva avuto problemi economici cadendo in depressione e rischiando il suicidio. La paura di cui ci hanno parlato è che anche il figlio percorra lo stesso cammino, con gli stessi ostacoli, vista la difficile situazione. Alla fine dell'incontro ci hanno abbracciate. E' stato molto commovente».
In questi giorni di attività di Sos imprenditori, le telefonate più frequenti sono state di artigiani, imprenditori edili e della cantieristica navale. «Persone che stanno perdendo tutto - racconta Marco Rossi, presidente della Cna pisana - e il nostro intento è quello di non lasciarli soli. Negli ultimi mesi ci sono stati tanti gesti drammatici, estremi da parte di imprenditori in difficoltà; la paura è di non riuscire a prevenire il fenomeno. L'insistenza di Equitalia, il lavoro che non c'è e la stretta del credito bancario stanno facendo danni seri. L'altro giorno un imprenditore si è visto togliere i fidi solo perché lavora nel campo dell'edilizia». E quando accadono fatti di questo genere, le speranze di potercela fare si riducono al lumicino. «Il problema economico investe soprattutto la sfera familiare - dice Elisa Bini - e lo stiamo vedendo con alcuni casi di separazioni in seguito alla crisi. D'altra parte, ricevere telefonate da un Comune, come ha raccontato una persona al telefono l'altro giorno, e sentirsi dire che il pagamento del lavoro effettuato slitterà di mesi, mentre la banca aspetta versamenti già concordati manderebbe chiunque fuori fase».
Le due psicologhe ricevono il martedì a Pisa e il giovedì a Pontedera. Il servizio è gratuito, ma sarà affiancato anche dal supporto della Società della salute, perché, «davanti a casi più gravi serve una struttura ospedaliera» dice il presidente della Cna. «Le telefonate e gli incontri sono un vero strazio. I familiari piangono e non sanno davvero che fare - afferma Alice Salvetti - Molti pensano che sia tutta colpa loro e che non riusciranno mai a uscire da questa situazione. Come prima cosa, cerchiamo di contestualizzare la vicenda, spiegando che si tratta di una crisi mondiale. Poi, però, lavoriamo sull'autostima, l'auto-efficienza e il senso di responsabilità. In alcuni casi si risolve tutto con una presa di coscienza di quanto avvenuto e una serie di passaggi burocratici. In altri, invece, il percorso terapeutico è molto più lungo e faticoso».
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