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IL COMITATO VA ALL’ATTACCO

Via Bruno, pronti a fermare le ruspe

Via Bruno, pronti a fermare le ruspe

LIVORNO. «Fermeremo le ruspe se necessario: il civico 14 di via Giordano Bruno non andrà giù fino a quando il Comune non garantirà il futuro delle nostre case». Annunciano iniziative clamore i...

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LIVORNO. «Fermeremo le ruspe se necessario: il civico 14 di via Giordano Bruno non andrà giù fino a quando il Comune non garantirà il futuro delle nostre case». Annunciano iniziative clamore i proprietari degli ex appartamenti popolari, oggi privati, che si affacciano su via Giordano Bruno, a Fiorentina.

Queste famiglie - 28 in tutto - sono riunite da tempo in un comitato (portavoce è Luca Mattei) che si è affidato agli avvocati Marco Guercio e Giuseppe Spanò. Il motivo? Il Comune ha dato l’ok al piano di recupero del quartiere che, tra gli altri interventi (ad esempio lo spostamento dei banchi del mercato ortofrutticolo per costruire case) prevede la trasformazione di via Bruno con la graduale demolizione e ricostruzione dei palazzi popolari. Un po’ come è avvenuto negli anni in Corea e a Shangai.

Chi, col passare del tempo, ha acquistato direttamente da Casalp (o magari da altri privati che lo avevano fatto prima) il proprio alloggio dovrà quindi essere espropriato.

Il piano è già stato approvato dal consiglio comunale, che insieme alla variante abitare sociale ha votato l’indicazione dei valori di esproprio. Ma di certo, per ora, c’è solo l’addio in tempi brevi al civico 14, ridotto davvero male: prima saranno trasferite le famiglie, poi l’edificio sarà demolito. Gli inquilini andranno nelle case quasi pronte alla Scopaia: le uniche tre famiglie proprietarie hanno concordato con l’amministrazione comunale il valore dell’esproprio e il trasferimento, pagando l’affitto, nelle case nuove.

Non sono queste famiglie, quindi, ad avere scelto le vie legali. Anzi, si sono battute per mesi perché il Comune approvasse la necessaria variante. E neppure gli altri proprietari di via Bruno, per la verità, contestano l’avvio del piano di recupero e il trasloco delle prime famiglie. «Ma tutti i proprietari coinvolti dal piano – ripete Mattei – devono avere subito la possibilità di essere espropriati. E a cifre ragionevoli».

A Fiorentina, come fa notare ancora una volta l’avvocato Guercio, si è venuta infatti a creare una situazione paradossale: chi a dicembre ha acquistato casa per 125mila euro oggi, stando alla stima del Comune, potrebbe essere espropriato solo per 88mila. È il caso di Valerio Corsi (24 anni, civico 8) o di Andrea Casaceli (33 anni, civico 16): lui di euro ne ha spesi 103 e ora potrebbe vederne tornare indietro al massimo 53mila.

Così il rischio è che i proprietari non possano riprendere neppure i soldi «spesi con sacrificio per acquistare la prima casa», bloccati all’interno di palazzi popolari che dovranno andare giù e dove quindi, ragionevolmente, non saranno fatti grandi interventi se non di manutenzione ordinaria. Insomma, come ripete Guercio, «immobili congelati dal punto di vista commerciale, impossibili da vendere». A luglio il comitato ha presentato una serie di osservazioni alla variante abitare sociale, «ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta scritta. A dicembre abbiamo incontrato il sindaco che avrebbe dovuto riconvocarci a breve, ma niente». Ecco perché «appena intorno al 14 ci sarà odore di ruspe ci opporremo». Battaglie in tribunale e anche un video professionale che promette di avere risonanza nazionale. «Non siamo contrari alla riqualificazione – chiudono i proprietari – ma vogliamo certezze». (j.g.)

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