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Truffatori beffati, due anziane li mettono in fuga
Anziane due, truffatori zero. È questo il risultato della ipotetica sfida andata in scena venerdì mattina tra via Mastacchi e via Caduti del Lavoro. A mandare all’aria i piani dei...
LIVORNO. Anziane due, truffatori zero. È questo il risultato della ipotetica sfida andata in scena venerdì mattina tra via Mastacchi e via Caduti del Lavoro. A mandare all’aria i piani dei malviventi sono state due loquaci signore livornesi di 76 e 82 anni che non si sono fatte abbindolare da un falso addetto dell’Aamps, «alto circa un metro e ottanta» e dal suo complice «più basso» e vestito come «un ausiliare del traffico».
Che ad agire siano stati gli stessi truffatori «con accento del nord», oltre alla descrizione fatta dalle vittime, è la scusa con la quale il finto addetto dell’Aamps ha avvicinato le anziane. «Sono qui per effettuare un sopralluogo e verificare la metratura della casa per inviarle tutto il necessario per avviare la raccolta differenziata», ha detto. Il primo tentativo è andato in scena intorno alle 11 in via Mastacchi quando la settantaseienne ha sentito suonare alla porta. Quando il finto addetto era nell’appartamento da qualche minuto il complice, vestito da vigile, è salito raccontando che in un altro appartamento era stato appena messo a segno un furto e che doveva controllare se anche l’anziana fosse stata vittima dei ladri. «Hanno rubato gioielli e portagioie», ha spiegato. Ma la donna, a questo punto, invece di farsi prendere dal panico e far entrare anche il secondo malvivente, si è insospettita e ha detto ai due che avrebbe chiamato la figlia per darle una mano. «Quando ho pronunciato questa frase – ha spiegato alla polizia – sono usciti senza aggiungere altro».
Meno di un’ora più tardi, intorno alle 11,45, i due devono averci riprovato, stavolta in via Mastacchi. L’anziana, 82 anni, era in ascensore quando è stata avvicinata quasi certamente dallo stesso falso addetto. Mentre i due salivano l’ottantaduenne ha però visto che un’altra persona stava raggiungendo lo stesso piano attraverso le scale.
«Quando siamo entrati – ha spiegato – deve aver lasciato aperta la porta d’ingresso». Ecco perché quando la signora è andata in camera da letto ha visto che i cassetti erano in disordine è tornata in salotto e ha cacciato fuori di casa il falso impiegato.
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