Il Tirreno

Livorno

«Sul Caprilli il Comune ci ha snobbati»

di Anna Cecchini
«Sul Caprilli il Comune ci ha snobbati»

La rabbia dei lavoratori in cassa integrazione: «C’è il bando per la gestione, nessun confronto sulla stesura del documento»

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LIVORNO. Delusi e preoccupati. I venti lavoratori della Labronica corse, in cassa integrazione da mesi, si sentono esclusi dalla preparazione del bando di gara per la gestione dell’ippodromo Caprilli. E temono che nel documento non siano inserite in modo corretto quelle che considerano priorità per il mantenimento dei loro posti di lavoro.

Nessun confronto prima del bando. «Abbiamo saputo per puro caso - spiega Paolo De Santi, della Rsu Cgil - che nei giorni scorsi il bando è passato in giunta ed è stato approvato. Noi di questa cosa non sapevamo nulla». Da qui l’amarezza dei lavoratori. «Fin dai primi contatti con il sindaco e con il segretario generale - prosegue De Santi -, avvenuti nel 2007, ci siamo raccomandati che fosse rispettato un passaggio fondamentale. Per la preparazione del documento avevamo chiesto che ci fosse un confronto con i lavoratori della Labronica per valutare la tutela dell’occupazione e la gestione dei posti di lavoro». Confronto che invece non è avvenuto. «Per noi - sottolinea Umberto Tedeschi, della Rsu - vale l’accordo fatto con il Comune alla fine del dicembre scorso e speriamo che sia rispettato l’impegno di ricollocare tutti i lavoratori della Labronica corse, all’interno dell’ippodromo o in altre strutture. Resta il fatto che l’amministrazione doveva coinvolgerci nella stesura del bando. Un percorso del genere è stato portato avanti con i lavoratori delle piscine comunali, allora perché non farlo con quelli della Labronica corse?».

Manca un progetto di riqualificazione per l’area. I dipendenti del Caprilli insistono sulla necessità di un progetto di ristrutturazione complessiva della zona, che comprenda non solo l’ippodromo ma anche la vicina area della Ceschina. «Ora il problema - spiega ancora Tedeschi - sia l’indecisione, la difficoltà del sindaco e della giunta a trovare soluzioni». I rappresentanti sindacali ricordano che fin dal 2000 esiste un progetto di riqualificazione dell’intero complesso fatto dalla Labronica corse. «Era già previsto un anfiteatro - spiega De Santi -, un bar-ristoro, un punto convegni e la zona per le attività a cavallo». «Noi avevamo presentato il progetto - dice Tedeschi - ma è stato bocciato. È vero che l’Unire non ha dato i soldi necessari, ma altri ippodromi hanno fatto investimenti poi parzialmente, qui invece non è stato fatto nulla».

Tutti al lavoro o saltano le corse. La preoccupazione dei sindacalisti è che chi gestirà il Caprilli (Alfea di Pisa è l’unico soggetto che ha manifestato interesse) non possa impiegare la totalità dei dipendenti della Labronica corse. «Tutti devono essere ricollocati - dice Tedeschi - all’ippodromo o in altri contesti. In caso contrario non partiranno le corse». Quanto all’ipotesi di riunirsi in una cooperativa, i sindacalisti spiegano che potrebbe essere un’idea percorribile, «però deve essere chiaro l’impegno del Comune, visto che la struttura è di sua proprietà».

Ippodromo nel degrado. I sindacalisti spiegano che la carenza di risorse è evidente. «Prima l’ippodromo era considerato un gioiello - conclude De Santi -, ora le siepi non vengono potate e le piste sono state seminate ad aprile, quando di solito veniva fatto a gennaio. Mancano i soldi e anche i 200mila euro che il Comune dice di aver trovato servono per tamponare i debiti con Unire e Alfea, non a fare investimenti necessari».

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