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Il ministro: portate la Concordia a Livorno

di Mauro Zucchelli

Clini sponsorizza la Toscana: il tragitto è più breve e il porto è meglio attrezzato. Scelta entro 20 giorni

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LIVORNO. Il ministro dell'ambiente Corrado Clini (nella foto) sponsorizza la candidatura di Livorno come porto dove trasferire il relitto della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata al Giglio a gennaio. Lo fa con una intervista al Tg1 delle 20, e senza adoprare mezze parole o accenni fumosi. Prima spiega che per la Costa Concordia, dopo la rimozione dagli scogli del Giglio, «più breve sarà il tragitto e meglio è», poi a fugare qualsiasi dubbio su quale sia il suo orientamento, aggiunge: «Personalmente auspico che questo tragitto possa andare dall'isola al porto di Livorno, che è il più vicino e anche quello meglio attrezzato».

Parole importanti: anche perché a pronunciarle è l'esponente del governo che più da vicino sta seguendo il problema all'isola del Giglio e – in tandem con il responsabile della Protezione civile nazionale, il prefetto Franco Gabrielli – ha sostanzialmente in mano le “chiavi” della parte autorizzativa dell'operazione smantellamento.

Le dichiarazioni del ministro – che precisa di voler dare «entro 20 giorni» il parere che conclude «questo complicato dossier» – arrivano dopo l'intenso pressing che ha visto in campo il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: inizialmente il governatore ha insistito in prima persona con il pool italo-americano Titan-Micoperi incaricato della rimozione, nei giorni scorsi ha costruito – insieme alla Provincia di Livorno, ai Comuni di Livorno, Piombino e Carrara (e alle relative Autorità Portuali) – un fronte comune che entro pochi giorni presenterà il “pacchetto” della proposta che, di fronte alla patata bollente dello smantellamento del relitto, viene avanzata dal sistema Toscana, imprese comprese.

L’idea guida resta quella: Piombino come quartier generale logistico (è a 38 miglia dal Giglio contro le 42 di Civitavecchia alla quale guardava il progetto Titan), Livorno come porto di destinazione per lo smantellamento (ma rimanendo in bacino non più di 12 mesi per evitare conflitti con i megayacht di Azimut Benetti e la prospettiva di realizzare il porto turistico), ai cantieri Nca (e a una galassia di ditte toscane) le commesse per i grandi lavori di carpenteria metallica che questa operazione richiede fra piattaforma sommersa, sistema di ancoraggio e cassoni di galleggiamento.

Già nei giorni scorsi non erano mancati segnali di ottimismo da parte di Firenze. Anche perché la joint venture vincitrice del maxi-appalto da 300 milioni di dollari ha ripetuto in ogni occasione che la sua è una soluzione concettuale di massima che richiede approfondimenti tecnici per arrivare alla progettazione esecutiva di dettaglio. Dunque, ci sono margini per discutere, sottolineare, aggiustare.

È in questo senso, ad esempio, che si potrebbe rimediare ad un intoppo: la prima soluzione Titan-Micoperi prevedeva un rigalleggiamento solo parziale della nave, con la chiglia fino a 18 metri di profondità. Ma questo fa a pugni con il fatto che il bacino grande di Livorno ha una disponibilità di pescaggio fino a 12 metri. Il pool aggiudicatario sembra orientato a valutare una modifica che faccia galleggiare in modo diverso il relitto così da evitare questo problema.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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