Sicurezza
Evade dai domiciliari, Lenzi arrestato
Stava scontando la pena di un anno nella sua abitazione. I carabinieri vanno a casa per un controllo ma non lo trovano
LIVORNO. Una leggerezza o forse solo la voglia di fare due passi in un pomeriggio di primavera. Bruno Lenzi, 76 anni, ex presidente della Porto Duemila, era ai domiciliari da gennaio nella sua sontuosa abitazione a due passi dal mare dopo un patteggiamento per associazione per delinquere finalizzata al peculato e ad altri reati. Ieri è stato arrestato dai carabinieri ed è finito in carcere per evasione dagli arresti domiciliari. Durante un controllo dei militari dell’Arma lui non era in casa. Un episodio banale che è costato le manette all’imprenditore accusato di aver sottratto - in concorso con altre persone tra cui il suo braccio destro Bruno Crocchi - cifre da capogiro alla società che gestisce il traffico passeggeri del porto di Livorno. Ed è la prima volta che Lenzi finisce dietro le sbarre.
È giovedì pomeriggio quando una pattuglia dei carabinieri della stazione Porto si reca a casa di Lenzi, in via San Jacopo in Acquaviva. Un controllo di routine previsto per tutti i detenuti che si trovano in regime di arresti domiciliari. Ovviamente la visita dei militari non è fissata ma è a sorpresa, senza criteri temporali. E infatti in quel momento l’imprenditore non c’è, pare sia uscito. Per andare dove? Non si sa. Dentro l’abitazione c’è solo sua moglie.
In questi casi, l’unico motivo che “giustifica” l’assenza del detenuto è la malattia con ricovero urgente improvviso in ospedale. Per qualsiasi altra esigenza, anche grave, è necessario chiedere l’autorizzazione all’ufficio di sorveglianza della magistratura di Livorno. Non è il caso di Lenzi.
La pattuglia dei carabinieri qualche ora più tardi dello stesso giorno torna a casa del 76enne per accertarsi che sia rientrato. E questa volta i carabinieri lo trovano tranquillo nella sua abitazione. Ma è troppo tardi. A quel punto per giustificare il mancato rispetto dei domiciliari, l’imprenditore cerca di dare delle spiegazioni ai carabinieri. «Ero in farmacia per comprare delle medicine», dice. Ma la scusa non è valida. Oltre tutto i militari verificano subito la sua versione chiedendo delucidazioni su eventuali scontrini e prescrizioni mediche, ma accertano che quella spiegazione non corrisponde al vero. Il provvedimento che scatta immediato è quello della denuncia per evasione.
Poi i carabinieri, certificata la sua assenza, riferiscono il tutto al magistrato di sorveglianza. Questi analizza la situazione e stabilisce l’arresto per evasione dagli arresti domiciliari. Il provvedimento viene eseguito dai militari ieri nel primo pomeriggio. C’è poco da discutere: intorno alle 13 l’ex patron della Porto 2000 viene ammanettato e portato alle Sughere.
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