Il Tirreno

Livorno

Due anni fa il patteggiamento a 4 anni

Due anni fa il patteggiamento a 4 anni

Accusato di associazione a delinquere finalizzata al peculato per aver sottratto soldi alla Porto 2000

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LIVORNO. Massaggi, shopping di famiglia, acquisti privati di vario genere, spese fatte però con i soldi pubblici della Porto 2000, la società che gestisce il porto passeggeri di Livorno. Queste le accuse nei confronti di Bruno Lenzi, l’uomo scelto nel 2003 dall’ex ministro Altero Matteoli per rinfrescare l’aria stantìa del porto - dove ha sempre comandato la sinistra. Una megainchiesta della Finanza che ha spulciato nei conti della Porto 2000 e ha trovato 5 milioni di fatture relative a prestazioni inesistenti o estranee all’oggetto sociale, che in parte servivano a mascherare acquisti di carattere personale.

Un’indagine riferita al periodo che va dal 2005 al 2007. Figlio di un fornaio, nato nella Livorno più popolare e verace (Pontino), il terremoto Lenzi-Porto 2000 è esploso in città nel 2008. Insieme a lui nel mirino dell’indagine c’erano anche l’ex direttore della società Bruno Crocchi, il commercialista Luca Garzelli e ad Armando Totini, ex dipendente.

A marzo del 2010 Lenzi, assistito dagli avvocati di Viareggio Enrico Marzaduri e Riccardo Carloni, ha chiesto al giudice di poter patteggiare una pena di quattro anni. Richiesta poi accordata dal giudice di Livorno nello stesso mese dello stesso anno. La sentenza è diventata definitiva dopo il ricordo in Cassazione. Successivamente, dei 4 anni, tre sono stati indultati. Lenzi era ai domiciliari dallo scorso gennaio: ora dovrà scontare il resto della pena in carcere per essere evaso da casa.

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