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Pronti a scioperare contro la nave

Pronti a scioperare contro la nave

La Fiom si schiera con Benetti: operazione che mette a rischio gli investimenti

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LIVORNO. «Non ci sono le condizioni per far venire la Concordia a Livorno: la discussione scoppiata negli ultimi giorni ha offuscato le potenzialità dei cantieri Benetti». Senza troppi giri di parole il segretario Fiom, Enrico Pedini, si schiera contro il possibile smantellamento della Costa nel bacino livornese.

«Benetti – ripete con Fabio Raffaelli e Vittorio Milella (Rsu Benetti) – ha avviato la realizzazione di megayacht, un segmento produttivo in espansione e di qualità. La scorsa settimana è stato inaugurato il primo blocco di uno yacht di 90 metri commissionato da un armatore inglese: in cantiere ci sono altre 11 barche, più 8 commesse in discussione». È chiaro, ripetono dal sindacato, che per Benetti l'utilizzo dell'area dei bacini è fondamentale. «Invece di parlare di un'emergenza che non ha prospettive di sviluppo industriale per la città – attacca Pedini – parliamo di un'azienda che compete col mondo e che, lo ricordo, su questo territorio non ha fatto un'ora di cassa integrazione. Tutto questo polverone mette a rischio un piano di espansione reale. Portare la Concordia a Livorno, invece, sarebbe come portare una macchina in disfattura: finita la demolizione non resta niente».

Così ecco che a dire no alla maxi commessa è proprio il sindacato. «Ha ragione Rossi – chiosa Pedini – quando dice che ci devono essere ricadute sul territorio: a Massa abbiamo un cantiere che è praticamente fermo. Proprio perché la crisi occupazionale è drammatica non possiamo permetterci di perdere quello che c’è già: la venuta di quella nave nel nostro bacino creerebbe oggettivamente problemi». E annuncia che «metteremo in piedi iniziative di lotta se sarà necessario».

Scioperi, insomma. «A chi ci accusa di stare dalla parte di Benetti – si infiamma Pedini – vorremmo ricordare che non abbiamo mai fatto sconti a nessuno e che certe aziende di riparazione non si possono neppure permettere di avere i sindacati al loro interno...». A Benetti, chiude, «abbiamo chiesto un incontro urgente per affrontare il problema delle future assunzioni. Pensiamo che rispetto ai carichi di lavoro ci sia bisogno di nuovo personale: intorno allo yacht di 90 metri lavorano 250 addetti. Questo contesto dovrebbe essere valutato con attenzione dalla Regione: 160 lavoratori diretti più 480 come indotto. E qui si lavora nel rispetto dei contratti e della sicurezza».

«L’azienda – chiude – è in espansione, ma vediamo che una parte di città gli è ancora contro e una parte non decide. Un porto turistico è un porto turistico: noi siamo convinti che resti la strada da seguire, le istituzione e l'Authority decidano una volta per tutte, non si può andare avanti così». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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