Gioco
«La Concordia la smantelliamo noi»
Sfida di Rossi e dei sindaci: quartier generale a Piombino, bacino a Livorno, cantieri a Carrara
FIRENZE. Adesso far smantellare in Toscana il relitto della Costa Concordia non è più soltanto un’idea del governatore Enrico Rossi. Nel conclave di ieri pomeriggio a Firenze insieme agli amministratori di Livorno, Piombino e Carrara e ai rappresentanti delle Autorità portuali dei tre scali toscani, è diventato qualcosa di più: da un lato, la proposta ha incassato l’ok da parte delle istituzioni delle tre città toscane e, dall’altro, porta al coinvolgimento esplicito del sistema di imprese dei tre territori nell’operazione Concordia. Riassumibile con una battuta: la Toscana è sì lo slancio solidaristico della popolazione del Giglio capace di commuovere il mondo ed è anche un ambiente marino da tutelare, ma è soprattutto un know how di lavoratori e imprese che hanno la capacità manifatturiera di risolvere i guai di quest’apocalisse formato love boat. Sostanzialmente tre le carte da giocare: a Piombino il quartier generale logistico (più vicino di Civitavecchia indicata inizialmente da Titan), a Livorno il trasferimento della nave in bacino, a Carrara l’impiego dei cantieri Nca per i grandi lavori di carpenteria.
Livorno aveva manifestato più di una remora nei giorni scorsi per il timore di ritrovarsi con il relitto della Concordia per anni nel bacino con una difficile convivenza sia con gli yacht di Azimut sia con il porto turistico da costruire. Perplessità che sembrano ora risolte, visto che il piano di Rossi prevede di limitare al minimo la permanenza in bacino (la prima fase di smantellamento dovrebbe avvenire utilizzando un’altra banchina del porto).
Niente post sulla pagina Facebook ma una nota ufficiale della Regione, stavolta: per dire che è la Toscana, presa appunto come sistema nel suo complesso, ad «accettare la sfida e preparare la sua proposta per la rimozione e lo smantellamento della Costa Concordia».
Ieri, sia chiaro, non era in discussione l’ok alla Toscana che si fa avanti. La decisione definitiva è ancora da prendere ma nel summit fiorentino è stata costruita la “santa alleanza” che produrrà una proposta di dettaglio da parte di istituzioni e imprese toscane: costruita sulla base delle esigenze emerse dal progetto di Titan-Micoperi che si è aggiudicato l’appalto. Progetto fin qui rimasto a livello di massima, in vista di una elaborazione definitiva: dunque, anche da parte del pool italo-americano con margini di disponibilità per una collaborazione.
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