Sicurezza
Fra cassoni, pali e piattaforme
Ecco come pensa di intervenire all’isola del Giglio il pool Titan-Micoperi
LIVORNO. Il progetto di rimozione della Costa Concordia prevede che al di sotto della chiglia vengano posizionate alcune strisce di lamiera che sopporteranno lo sforzo e le incognitre relative alle tensioni che si creerano quando la nave verrà ruotata per rimetterla in galleggiamento.
Una serie di pali verrà infissa nei fondali a una distanza di poco inferiore ai dieci metri: a ciascuno di essi verranno aggaranciati cavi per "tirare" il relitto.
Nel frattempo per evitare guai verranno posizionati sotto la "pancia" della nave enormi sacchi di sabbia lunghi dieci metri, là dove il relitto non si appoggia agli scogli.
L'appoggio momentaneo alla nave durante la rotazione sarà fornito da una piattaforma tenuta sott'acqua con sistemi simili a quelli su analoghe strutture soffshore.
Il lato sinistro della Costa Concordia verrà collegato a un sistema che i progettisti chiamano di "cassoni di spinta".
Una volta collocati tutti questi appoggi, gli uni per la "spinta" e gli altri come aggancio di sicurezza, si punterà a far ruotare di circa 60-65 gradi la nave da crociera. Le piattaforme sottostanti accoglieranno la chiglia così da non farla girare dalla parte opposta a quella sul quale si è adagiata durante il naufragio.
Come già sottolineato nell'incontro di Firenze, il rigalleggiamento è previsto in modo parziale: la nave resterà semisommersa, con la chiglia che dovrebbe avere un pescaggio compreso fra 12 e 18 metri.
Il progetto mette in fila anche una serie di misure sul versante anti-inquinamento: viene dettagliata la dotazione di supply vessel e di altri natanti da tenere a disposizione in caso di emergenza, così come di 1,2 chilometri di panne da impiegare per circoscrivere vil danno in caso di sversamenti imprevisti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
