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Livorno

Congelati gli stipendi ai presidenti

Congelati gli stipendi ai presidenti

Circoscrizioni verso la cancellazione: sale il malumore per il taglio delle indennità

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LIVORNO. L’indennità dei presidenti di circoscrizione (circa 1300 euro netti al mese) è stata congelata. Tutto sospeso, come si legge in un atto firmato dal sindaco pochi giorni fa. Il motivo lo chiarisce lo stesso Alessandro Cosimi nella lettera che pubblichiamo in basso e che è stata inviata ieri al presidente della 5, Matteo Ampola. «Siamo stati costretti», scrive Cosimi dalla non chiarezza del decreto Salva Italia e, soprattutto, da una recente sentenza della Corte dei Conti della Lombardia che ha ribadito che a partire dall'entrata in vigore del decreto (6 dicembre), «l'indennità di funzione può essere destinata solo ai presidenti dei consigli circoscrizionali dei comuni capoluogo di provincia superiori ai 250.000 abitanti».

In Toscana solo Livorno e Prato stanno nella fascia 100mila-250mila abitanti, ma Prato (a differenza degli altri Comuni italiani) ha ignorato il pronunciamento. Fatto sta che oggi i cinque presidenti livornesi (Matteo Ampola, Federico Pini, Monica Ria, Daniela Bartalucci e Giovanni Battocchi) non percepiscono un euro. E alcuni di loro sono presidenti a tempo pieno.

A preoccupare di più i diretti interessati, però, è il futuro delle circoscrizioni: la manovra Monti ne prevede la cancellazione dal 2014. Sul blog di Ampola (www.matteoampola.it) è scoppiata la discussione. Il presidente ha scritto al segretario del Pd, Yari De Filicaia, sottolineando il «timore di non avere più certezze rispetto agli impegni amministrativi da portare a compimento e sulla reale futura capacità di incidere nelle problematiche del territorio». Tutti i presidenti, come sottolinea Pini (appena nominato vicepresidente della consulta nazionale delle circoscrizioni istituita all’interno dell’Anci) resteranno «ovviamente» al loro posto anche senza l’indennità. Pini si sta dando da fare a livello nazionale per «difendere il valore del decentramento» e salvare le circoscrizioni. L’auspicio è di risolvere il problema sul piano politico senza ricorrere di nuovo a tecnica e giurisprudenza (l’Anci avrebbe già pronto un ricorso al consiglio di Stato). Tra pochi giorni incontrerà i vertici nazionali del Pd e del ministero dell’Interno.

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