Il dolore
Vela
...
Era un caldo giorno d'estate, e mio padre mi chiese se volessi andare a fare un giro sulla sua barca a vela. Il suo nome era Victory, come la famosa barca a vela inglese di Nelson, che salpò nel XVII secolo.
Io, affascinato ed euforico dalla voglia di navigare con quella barca, risposi subito di sì senza nemmeno pensarci un attimo. A quel punto, mio padre, felice e contento di passare un intero pomeriggio con me, mi disse che il giorno dopo alle h. 13,30, sarebbe venuto a prendermi a casa. Io, appena tornato da scuola, mangiai, feci la lezione in fretta e poi preparai dei panini per fare merenda sul mare. Dopo poco sentii il clacson della macchina di padre, uscii di casa, entrai in macchina e partimmo con asciugamo e costume in mano. Io ero emozionato perché era il mio primo viaggio su una barca a vela.
Arrivati al molo, mio padre salì sulla barca e mi disse che dopo poco saremmo partiti. Dieci minuti dopo salpammo e nel nostro tragitto di navigazione, mi mostrò un libro con disegnati diversi tipi di vele: vela aurica, vela quadrata, vela latina… tutte a me sconosciute.
Io rimasi affascinato da come mio padre parlava delle vele, ma soprattutto da quella imbarcazione, tuttavia la cosa che mi rimase più impressa fu quando ci fermammo. Mio padre ancorò la barca, poi andammo a prua e ci stendemmo sugli asciugamani e mentre i nostri pensieri si perdevano nel silenzio e nella quiete, guardammo stupiti il tramonto.
Non ci accontentammo di starci mezza giornata e quindi decidemmo di restare tutto il fine settimana, affinchè mio padre mi potesse spiegare tutto su quella splendida barca.
Dopo una notte passata splendidamente sulla Victory, alle h. 6.30 fui svegliato da un pallido sole che pian piano scaldava la pelle ancora infreddolita dalla dormita. Andai in cucina e vidi mio padre che preparava degli appetitosi pancake alle nutella, ma la cosa che più attendevo era passare la giornata sulla barca a navigare e a fare, verso il pomeriggio, un rinfrescante bagno in quelle splendide acque del mar Tirreno.
Verso le h. 10.00 mio padre mi disse che avrebbe tirato l'ancora e che io avrei dovuto tirare la bolina e drizzare le vele per poi salpare. Nel corso della giornata mi fece vedere i diversi tipi di nodi che sono indispensabili a un buon "marinaio": il cavo piano, semplice, di scotta e tanti altri.
Da quel giorno, io mi innamorai di quella barca, di tutte le barche a vela; infatti mio padre, vedendomi affascinato, mi disse, che quando lui non ci fosse stato più, me l'avrebbe lasciata in eredità.
Provincia: Livorno
Comune: Riotorto
Scuola Media Andrea Guardi
Alessandro Bommarito
Classe III A
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