Gioco
"I bacini sono per i megayacht". Memoriale vittime - Appello abitanti
Ma Azimut non chiude la porta a Rossi: valutiamo tecnicamente se l’operazione Concordia è possibile
LIVORNO. Il presidente Enrico Rossi - che sta lavorando come un matto per garantire delle ricadute economiche alla Toscana nell’operazione Costa Concordia - ha convocato per domani alle 18 a Firenze il neonato comitato istituzionale composto dal sindaco del Giglio, dai sindaci e dalle autorità portuali di Livorno, Piombino e Carrara e dalla Provincia di Grosseto: sarà l’occasione per mettere a punto un piano per il recupero (e di smantellamento) della Concordia, alternativo a quello finora proposto dalla Titan-Micoperi. «Penso che come base del recupero possa essere individuata Piombino invece di Civitavecchia - dichiara il governatore - Poi c'è tutta la partita del lavoro di carpenteria, in cui possono essere coinvolti i Nuovi Cantieri Apuani. Infine è logico che la nave venga trasportata al porto di Livorno, il più vicino. Ritengo sia possibile contemperare le esigenze della bonifica della nave con quelle del Cantiere Azimut Benetti».
E proprio questo è il nodo - mai sciolto da anni - che sta animando la discussione a Livorno: le riparazioni navali possono convivere con la costruzione e la riparazione di mega-yacht, sì o no? «Noi una decisione l’abbiamo presa nel 2003 quando abbiamo acquistato il cantiere», risponde Vincenzo Poerio - presidente della divisione Benetti - che così vuole mettere subito le cose in chiaro: i bacini e le banchine, dice, servono alla costruzione e alla manutenzione dei panfili.
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