Sicurezza
Morto sul Romito, spunta un testimone
LIVORNO. Spunta un nuovo testimone che gli investigatori si augurano possa dare una svolta decisiva alle indagini per ricostruire l’incidente sul Romito che domenica pomeriggio è costato la vita ad...
LIVORNO. Spunta un nuovo testimone che gli investigatori si augurano possa dare una svolta decisiva alle indagini per ricostruire l’incidente sul Romito che domenica pomeriggio è costato la vita ad Andrea Ughi, il portuale di 46 anni che ha perso il controllo della sua moto andandosi poi a scontrare con un’auto che veniva nella direzione opposta lungo il ponte di Calafuria.
Al centro dell’indagine condotta dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo c’è la presunta moto pirata, «di colore bianco», che avrebbe toccato quella del quarantaseinnne innescando la tragica carambola.
Subito dopo l’incidente due automobilisti avevano raccontato di un motociclista che viaggiava vicino ad Ughi e che dopo l’impatto si sarebbe prima fermato e poi sarebbe fuggito senza che nessuno riuscisse ad appuntare il numero di targa.
Dopo l’articolo pubblicato ieri, nella tarda mattinata all’ufficio della Polstrada è arrivata la telefonata di un uomo che ha detto di aver assistito all’incidente e di avere particolari importanti da raccontare. Il colloquio con gli inquirenti era fissato per la tarda serata di ieri. La speranza è che l’automobilista possa aver fornito qualche indizio per risalire alla moto pirata.
Intanto ieri mattina al cimitero dei Lupi si sono svolti i funerali di Andrea Ughi, attorno al figlio, alla mamma e alla sorella, si sono stretti gli amici e i colleghi del “Brige” che lo hanno salutato per l’ultima volta.
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