Sicurezza
La rondine nera
...
Era un giorno come tanti nella Piombino del 1887, ma nell'aria c'era profumo di novità. Quella mattina mi ero alzato presto per la mia solita passeggiata sulla spiaggia: giunto al porto notai che c'era più movimento del solito. Un'intera ciurma era scesa a terra, i mozzi stavano spostando casse e barili, mentre il capitano stava parlando con degli ufficiali sul ponte. Io, come trasportato da un filo invisibile, mi avventurai tra i marinai e i mozzi, intenti a completare il loro lavoro. I miei piedi si muovevano da soli mentre ammiravo quell'immenso veliero che fin da subito mi aveva ipnotizzato. Avevo sempre sognato di possedere una nave come quella e ora, quel sogno, si era materializzato davanti a me: attraccata al molo n. 8 c'era la "Rondine Nera". Le travi nere e lucide a tribordo riflettevano la luce dei primi raggi di sole. A prua, sotto, l'albero di bompresso, era scolpita una sirena con le braccia tese in avanti: era stupenda. Le vele bianchissime si gonfiavano ogni tanto, grazie alla leggera brezza mattutina, mentre la barca oscillava, cullata dalle onde del mare. Il filo invisibile mi trascinò sempre più vicino alla "Rondine Nera". Nessuno sembrava accorgersi di me, mentre salivo sul ponte di quell'immensa nave. Ormai era mattina e sarei dovuto tornare a casa per la colazione, ma quando appoggiai la mano sul timone, inizia a sognare ad occhi aperti. Mi immaginavo di essere lì, con il cappello da capitano in testa, con il vento tra i miei capelli ricci e le gocce salate del mare che mi bagnavano le guance, spruzzate di lentiggini. Passeggiavo controllando la "mia" ciurma che correva ovunque e le vele gonfiate dal vento favorevole: ero felice. All'improvviso il cielo si faceva scuro, il mare era agitato, una tempesta era in arrivo. La nave ondeggiava, non dolcemente come all'inizio del viaggio. Le onde altissime allagavano il ponte, mentre io cercavo di guidare il veliero in un punto più calmo, ma il mare era troppo agitato. Le belle travi scure a tribordo scricchiolavano, le vele sventolavano in modo violento, sembravano impazzite. "E' arrivata la fine" pensai nel momento in cui vidi davanti a me uno scoglio enorme, era impossibile evitarlo. In un istante la "Rondine Nera" non esisteva più. La mia nave dei sogni era diventata soltanto una leggenda.
Scuotendo la testa, finalmente tornai nel mondo reale. Corsi a casa cercando di dimenticare quell'incubo orrendo.
Provincia: Livorno
Comune: Riotorto
Scuola media A. Guardi
Martina Bertuletti
Classe III
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