Gioco
Dubbi di Filippi e le certezze di Tamburini
Anche sul destino della Costa Concordia, c’è contrapposizione di vedute tra Pd e Pdl. Con i primi che continuano ad avanzari perplessità su un’ eventuale operazione di smantellamento della nave a Livorno
LIVORNO. Anche sul destino della Costa Concordia, c’è contrapposizione di vedute tra Pd e Pdl. Con i primi che continuano ad avanzari perplessità su un’ eventuale operazione di smantellamento della nave a Livorno e con i secondi che, invece, la vogliano a tutti i costi. O almeno, questo è ciò che emerge dalle dichiarazioni di Marco Filippi, senatore del Pd, e di Bruno Tamburini, capogruppo in Comune del Pdl.
«Condivido integralmente l'intervento di Maurizio Strazzullo pubblicato sul Tirreno - scrive il capogruppo del Pd in commissione Trasporti del Senato - Normalmente un sindacalista di lungo corso come lui non starebbe tanto a sottilizzare sull'acquisizione di nuovo lavoro. Il punto della questione è proprio che va bene acquisire nuovo lavoro, regolare e in sicurezza, a patto però di non perdere quello che già c'è e che probabilmente deve ancora sviluppare tutte le potenzialità ad esso connesse». Da qui, secondo Filippi, la necessità e anche l’utilità di una discussione sul «nodo mai definitivamente sciolto sulle compatibilità tra le attività di manutenzione e riparazione ( in questo caso si tratterebbe addirittura di puro smantellamento, probabilmente con buona pace di chi lo fa, a quali e in quali condizioni), le costruzioni di nuovi yacht e la realizzazione del nuovo porto turistico ed i servizi ad esso connessi».
Nessun dubbio, invece, per Bruno Tamburini, che sull’argomento ha già presentato una mozione che prende le mosse dal fatto che «a Livorno esiste un bacino in muratura di dimensioni simili a quello di Palermo». Dopo aver sottolineato che «portare la nave a Livorno avrebbe sicuramente un grande impatto mediatico, economico ed occupazionale», l’esponente del Pdl ha invitato il sindaco «il sindaco a mettere in campo ogni iniziativa finalizzata alla scelta di Livorno quale sede operativa per l'effettuazione dei lavori sulla nave Concordia».
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